Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Wef, Global Gender Gap Index 2016: l`Italia scende al 50esimo posto

 Wef, Global Gender Gap Index 2016: l`Italia scende al 50esimo posto
scarica il pdf dell'articolo scarica il pdf

L'Italia, all'interno del Global Gender Gap, realizzato dal World Economic Forum, se lo scorso anno era riuscita a raggiungere la 41esima posizione, quest’anno è scesa alla 50esima, tenendo in considerazione i risultati relativi ai quattro indicatori, la salute, l’istruzione, la presenza politica e la partecipazione socio economica. Per quanto concerne la partecipazione economica, l’Italia si attesta alla 117esima posizione: in particolare si sottolinea l’89esimo posto per tasso di occupazione delle donne, 127esimo per uguaglianza salariale per lavoro simile e il 98esimo per reddito percepito. La situazione non migliora, tuttavia, per i risultati negli altri indicatori: 72esimo posto nell’ambito salute e 56esimo per la formazione. Migliore la posizione raggiunta nell’indicatore della presenza politica: l’Italia raggiunge, in questo caso, il 25esimo posto (39esimo posto per la presenza di donne in Parlamento e decimo per l’occupazione femminile in ambiti ministeriali).

Per approfondire l'Italia 

Una visione globale del gender gap


Da un punto di vista generale, il report 2016 afferma che per il primo indicatore i 144 paesi protagonisti dell’analisi hanno chiuso mediamente il 96% del gap tra uomini e donne; una situazione simile è quella dell’istruzione, per la quale è stato colmato il 95% del divario. Restano ancora criticità in termini di partecipazione socio economica e di presenza politica: per il primo indicatore è stato superato il 59% del divario, mentre per il secondo solo il 23%. Infine, dei 142 paesi presenti nell’analisi attuale e in quella dell’anno passato, 68 hanno visto aumentare le percentuali del gap, mentre 74 le hanno viste diminuire.

Nella top ten, si conferma la maggior presenza delle nazioni nordiche: l’Islanda è prima nel ranking per l’ottavo anno consecutivo con l’87% del gap colmato; è il top performer nell’indicatore della presenza politica e si conferma tra i primi dieci paesi per la partecipazione socio economica, anche se permangono delle criticità in relazione alla differenza di reddito tra uomini e donne. Al secondo posto si attesta la Finlandia, al terzo la Norvegia e al quarto la Svezia. Le nazioni nordiche hanno colmato più dell’80% del loro gap, ottenendo ottimi risultati in tutti gli indicatori di valutazione.

Al quinto posto si trova il Rwanda, che varca l’80% di chiusura del gap; Segue l’Irlanda, le Filippine (top performer della zona asiatica); la Slovenia, la Nuova Zelanda e infine il Nicaragua, che rientra nella top ten per la prima volta dal 2014.

E proprio il Nicaragua segnala i maggiori miglioramenti in termini percentuali, segue il Nepal specie sull'indice del potere politico, nonché in materia di alfabetizzazione e uguaglianza salariale.

Mentre la Bolivia registra un leggero calo della partecipazione femminile alla forza lavoro, ma  ha raggiunto la parità del numero di donne in parlamento e ha completamente superato il divario di genere nell'indice della salute.

Il rapporto, secondo quanto sottolineato dal Wef, continua ad evidenziare la forte correlazione tra divario di genere di un paese e la sua performance economica: solo promuovendo una parità di genere, si può puntare ad una reale competitività a livello globale.

(In alto a destra è possibile scaricare il report completo)

Tags

Condividi questo articolo