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Vino made in Italy: l`export vale 5 miliardi, ma consumi al minimo storico

 Vino made in Italy: l`export vale 5 miliardi, ma consumi al minimo storico

Nel 2014 nuovo record di vendite di vino italiano nel mondo: 20,5 milioni di ettolitri venduti, per oltre 5 miliardi di euro di valore, segnando un +1,4 % rispetto allo stesso periodo del 2013: questi i dati presentati dal direttore generale di Assoenologi, Giuseppe Martelli, in occasione di Vinitaly.

Nell’arco dell’ultimo quinquennio il valore del vino in bottiglia registra una costante crescita da 3,1 a 3,8 miliardi €; ma la parte del leone la fa ancora lo spumante che dal 2009 ha quasi raddoppiato il valore delle esportazioni (da 440 a 840 milioni €); mentre il vino sfuso rimane stabile. I volumi sono generalmente in discesa, fatta eccezione per lo spumante in grande domanda.

A riguardo Martelli sottolinea: “L’operazione di sostituzione di vini a più alto valore commerciale nel paniere Italia mostra di essere stata una scelta pagante per l’intero settore enologico”.

Distribuzione geografica dell’export

Lieve la variazione in Unione Europea ( +0,4%, da 2.680 a 2.692 milioni €); mentre i Paesi Terzi mostrano una maggiore vivacità +2,5% con valori che salgono da 2.361 a 2.419 milioni €. Gli incrementi dei volumi nelle rispettive aree sono simmetricamente modesti con l’Unione Europea a +0,6%; e i Paesi Terzi a +2,2%.
Anche nel Far East la crescita del valore dell’export si ferma a qualche decimo percentuale, ma segnali positivi si registrano in: Vietnam +33,9%, Taiwan +22,1%, Singapore +13,0% e Corea del Sud +10,3%. Tutti questi mercati nell’arco degli anni 2010-2014 hanno raddoppiato le importazioni di vino italiano ponendo le basi per una presenza più strutturata e duratura.
I grandi mercati mostrano una domanda debole a partire dal Giappone -1,0% e Cina +1,2%.

Spumanti

Secondo Assoenologi, lo spumante si conferma il segmento più dinamico dell’offerta enologica italiana. L’ottima performance nei mercati tradizionali riesce ad imprimere un rinnovato interesse nei mercati lontani, trasformandoli in pochi anni in fedeli consumatori. Anche se molto concentrata in pochi mercati la distribuzione dello spumante sta vivendo una nuova stagione grazie a un progressivo ampliamento delle destinazioni verso i mercati nuovi.
L’elevata dinamicità ha negli ultimi mesi ribaltato le gerarchie dei mercati: il Regno Unito diviene il mercato di riferimento per lo spumante italiano e la Germania, viene sbalzata in terza posizione dopo gli Stati Uniti. Grazie al successo del Prosecco i volumi balzano nell’ultimo anno da 2,0 a 2,4 milioni di ettolitri, +19,7%; il valore segue la stessa traiettoria da 736 a 840 milioni € +14,2%. Il valore medio mostra una flessione del -4,6% scivolando da € 3,59 a € 3,43/l.

“Il vino italiano – conclude Giuseppe Martelli - presenta un consuntivo 2014 positivo e si prepara ai prossimi appuntamenti a partire da Expo 2015 più robusto e consapevole di avere messo alle spalle un periodo difficile. Le previsioni economiche nei prossimi mesi sono rivolte alla ripresa grazie alla sensibile riduzione dei costi energetici e al tasso di cambio euro/dollaro giunto, in questi giorni, quasi alla parità”.

Il consumo di vino in Italia e nel mondo

Dall’inizio della crisi è sparito dalle tavole degli italiani un bicchiere di vino su cinque ed i consumi di vino sono scesi al minimo storico dall’Unità d’Italia nel 1861. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti.

Se all'estero i problemi vengono dalle imitazioni, in Italia sono crollati gli acquisti di vino delle famiglie e i consumi nazionali  sono scesi attorno ai 20 milioni di ettolitri, dietro Stati Uniti e Francia, con un taglio del 19 per cento dall’inizio della crisi nel 2008. Se la media di consumo è al di sotto dei 37 litri a persona, solo il 21 per cento degli italiani beve vino tutti i giorni e addirittura quasi la metà degli italiani (48,4 per cento) non lo beve mai durante l’anno, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat.



Sta cambiando la geografia del vino e se i dati disponibili mostrano un consolidamento del consumo mondiale stimato nel 2014 attorno ai 243 Milioni di ettolitri, l’andamento non è più trainato dai paesi tradizionalmente produttori e consumatori come Italia e Francia, bensì dalla nascita e dallo sviluppo di nuovi poli di consumo. La Cina in pochi anni è diventata il quinto Paese consumatore ed oggi circa il 39 per cento del vino prodotto viene consumato in paesi non europei, rispetto al 31 per cento del 2000.

In Italia si beve meno, ma si beve meglio con il formato piu' venduto che è stato quello delle bottiglie da 0,75 litri a denominazione d'origine che puo’ contare su una offerta Made in Italy di 74 etichette Docg, 341 Doc e 123 Igt. I vini piu' richiesti sono Chianti, Lambrusco, Vermentino, Barbera, Bonarda, Montepulciano d'Abruzzo, Nero d'Avola, Morellino e Dolcetto, ma crescono anche il Pecorino, l’Aglianico e il Pignoletto a conferma del successo dei vini autoctoni. 

Il risultato - sottolinea la Coldiretti - è che la quantità di vino Made in Italy consumato all’interno dei confini nazionali è risultata addirittura inferiore di quella consumata nel mondo. Nonostante l’aumento dello 0,8 per cento nelle bottiglie esportate per un quantitativo di 20,4 milioni di ettolitri, l'Italia nel 2014 è stata sorpassata dalla Spagna (22,6 milioni di ettolitri, il 22 per cento in più sul 2013), dopo essere stata infatti a lungo il primo fornitore mondiale.

A trainare l’export - precisa la Coldiretti - sono le bollicine che mettono a segno nel 2014 un aumento del 18,2 per cento nelle numero di bottiglie esportate. Ad apprezzare il vino italiano sono soprattutto gli Stati Uniti che ne hanno importato quasi 6 milioni di ettolitri e a seguire la Germania e la Gran Bretagna entrambi con quasi 3 milioni di ettolitri. In termini di valore il vino - continua la Coldiretti - resta la prima voce dell’export agroalimentare italiano con un fatturato di 5,1 miliardi nel 2014, in crescita dell'1,4% sul 2013 ma dietro la Francia sempre prima in termini di fatturato legato all'export vinicolo con 7,7 miliardi di euro.

Nel 2014 in Italia la produzione di vino è stata a 41 milioni di ettolitri con un calo del 12 per cento rispetto all’anno precedente che ha provocato anche la perdita del primato mondiale nella produzione di vino a vantaggio della Francia.
 

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