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Rottamazione cartelle esattoriali: come fare?

La Definizione agevolata, più nota come "rottamazione" prevista dal decreto legge n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016, in vigore dal 3 dicembre, si applica alle somme riferite ai carichi affidati a Equitalia tra il 2000 e il 2016. Il decreto legge n. 36/2017 (GU n.74 del 29-3-2017) proroga al prossimo 21 aprile il termine ultimo per aderire alla definizione agevolata. 
Chi intende aderire pagherà l’importo residuo delle somme inizialmente richieste senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

Per i ruoli affidati ad Equitalia nel corso dell’anno 2016 e che alla data del 31 dicembre 2016 non risultino ancora notificati, la legge 225/16 prevede che sia inviata una lettera (con posta ordinaria, entro il 28 febbraio 2017) a quei contribuenti intestatari dei suddetti ruoli.

Per avere maggiori informazioni sulla tua situazione debitoria è possibile accedere all'area riservata (credenziali di Agenzia delle entrate, Inps, Spid e Carta nazionale dei servizi) o utilizzare l'App Equiclick.

Presupposti

Ai fini della sanatoria dei ruoli e degli accertamenti esecutivi, è necessario che:

-i carichi siano:
“definibili”, quindi non rientranti nelle esclusioni previste dal decreto;
 affidati ad Equitalia dal 01/01/2000 al 31/12/2016 (estensione prevista in sede di conversione);

-in caso di rateazioni “in corso”, il debitore sia in regola con i pagamenti delle rate scadenti dal 01/10/2016 al 31/12/2016;

-in caso di contenziosi “in corso”, nell’ambito dell’istanza da presentare ad Equitalia, il contribuente si impegni a rinunciare ai giudizi in corso.

Ruoli definibili 

-Ruoli consegnati dal 1/01/2000 al 31/12/2016

-Sono oggetto di sanatoria tutti i carichi affidati agli Agenti della Riscossione dal 2000 al 2016.

-A tal fine, rileva la data in cui è stato consegnato il ruolo ad Equitalia e non la data di notifica/spedizione della cartella di pagamento; informazione che, in genere, non emerge dalla cartella di pagamento né dall’estratto di ruolo, ma dai sistemi interni di Equitalia..

Situazioni particolari

Sono ammessi alla sanatoria anche i soggetti che hanno pagato “parzialmente” le somme dovute, anche a seguito di dilazione, a condizione che risultino adempiuti tutti i versamenti con scadenza 01/10 - 31/12/2016. In tal caso, ai fini della determinazione dell'ammontare delle somme da versare, si tiene conto esclusivamente degli importi già versati a titolo di: capitale e interessi compresi nei carichi affidati; aggio e rimborso spese per procedure esecutive; spese di notifica della cartella di pagamento.

Il soggetto che, per effetto dei pagamenti parziali, ha già integralmente corrisposto quanto dovuto per la sanatoria, al fine di usufruire dei relativi benefici, è tenuto a presentare la domanda di adesione.

Gli esclusi

A seguito delle modifiche apportate in sede di conversione, sono esclusi dalla sanatoria i ruoli riguardanti:

-le risorse “proprie” previste dall'articolo 2, par. 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE/Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE/Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, e l'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione;

-le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato (reg. UE n. 2015/1589 del 13/07/2015);

-i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;

-le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie per provvedimenti e sentenze penali di condanna;

-le sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada;

-le altre sanzioni “diverse” da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti dagli enti previdenziali.


Effetti della definizione agevolata

La definizione dei ruoli comporta la possibilità di estinguere il debito senza corrispondere:

-le sanzioni incluse in tali carichi;
-gli interessi di mora ( art. 30 del D.P.R. n. 602/1973);
-le sanzioni e le somme aggiuntive ex art. 27, D.Lgs. n. 46/1999.

provvedendo al pagamento “integrale”, anche dilazionato (in un massimo 5 rate, su cui a decorrere dal 1° agosto 2017 sono dovuti gli interessi) delle somme:

-affidate all'agente della riscossione a titolo di capitale e interessi;

-maturate a favore dell'agente della riscossione, a titolo di aggio (6% o 8%) e di rimborso delle spese per procedure esecutive / notifica della cartella di pagamento.
Oltre a ciò, la presentazione della domanda inibisce l’adozione di nuove misure cautelari o esecutive.

Stralcio delle sanzioni amministrative

Il principale effetto della sanatoria riguarda lo stralcio di qualsiasi sanzione amministrativa; l’art. 6, comma 1, del D.L. n. 193/2016, infatti:

da un lato, sancisce che il debitore fruisce della definizione dei ruoli “senza corrispondere le sanzioni comprese in tali carichi”; dall’altro, stabilisce che occorre corrispondere per intero le somme:
-affidate all'agente della riscossione a titolo di “capitale e interessi”

-maturate a favore dell'agente della riscossione, a titolo di “aggio” e di rimborso delle spese per le procedure esecutive, nonché di rimborso delle spese di notifica della cartella di pagamento. Attualmente, l’importo dell’aggio è pari al 6% delle somme iscritte a ruolo, ridotto al 3% se gli importi vengono onorati entro i 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento.

È, dunque, univoca la volontà del legislatore di prevedere, per coloro i quali beneficiano della sanatoria, la non debenza di tutte le sanzioni amministrative, a prescindere dalla ragione per cui sono state irrogate, dall’imposta, dal contributo o dall’entrata a cui sono collegate.


Stralcio degli interessi di mora

Il perfezionamento della definizione ha come effetto anche lo stralcio degli interessi di mora; questi sono disciplinati dall’art. 30 del D.P.R. n. 602/1973, secondo cui, decorso il termine di 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento “sulle somme iscritte a ruolo, esclusi le sanzioni pecuniarie tributarie e gli interessi, si applicano, a partire dalla data della notifica della cartella e fino alla data del pagamento, gli interessi di mora al tasso determinato annualmente con decreto del Ministero delle finanze con riguardo alla media dei tassi bancari attivi”.

Come fare 

Il procedimento inizia con un adempimento a carico del debitore, consistente nella presentazione della domanda all’Agente della Riscossione, con cui si indica la volontà di pagare ratealmente e ci si impegna a rinunciare ai contenziosi in corso. Successivamente, Equitalia comunicherà al debitore l’importo delle somme o delle singole rate da versare, unitamente alle relative scadenze.

Non è, quindi, prevista l’autoliquidazione degli importi ad opera del contribuente.

Pertanto, il contribuente interessato deve, in primo luogo, manifestare all'Agente della riscossione la volontà di volersi avvalere della definizione agevolata, presentando entro il 21/04/2017 (termine prorogato dal D.L. 27 marzo 2017, n. 36) l’apposito modello “DA1 - Dichiarazione di adesione alla definizione agevolata”.

Nell’ambito della conversione del decreto è stato disposto che:

entro il 21/04/2017, il debitore può “integrare” l’istanza presentata anteriormente a tale data; infatti, chi ha già presentato una dichiarazione di adesione per debiti relativi al periodo 2000-2015 e vuole integrarla con gli importi affidati a Equitalia nel 2016, può presentare una nuova dichiarazione integrativa utilizzando lo stesso modulo “DA1 - Dichiarazione di adesione alla definizione agevolata” indicando le nuove somme che intende definire.

Equitalia fornisce ai debitori i dati necessari ad individuare i carichi definibili presso i propri sportelli o sull’area riservata del proprio sito internet istituzionale;

Compilazione del modello

Nell’ambito del modello, in primo luogo, vanno riportati:

-i dati anagrafici del soggetto dichiarante (cioè l’intestatario delle somme per le quali si richiede la definizione). Nel caso il dichiarante sia legale rappresentante o titolare/tutore/curatore, oltre ai suoi dati anagrafici, vanno indicati anche quelli della persona/società/ditta/ente/associazione ecc., per cui si chiede la definizione agevolata. 

-l’indicazione del domicilio presso cui essere contattati, ai fini della trattazione della richiesta; questo verrà utilizzato da Equitalia per inviare la “comunicazione di adesione” in risposta alla dichiarazione presentata, riportando il Comune, l’indirizzo completo, il cap e l’eventuale “domiciliatario” o, in alternativa, per coloro che ne dispongono, l’indirizzo pec.


Variazione del domicilio

Eventuali variazioni del domicilio dovranno essere tempestivamente comunicate ad Equitalia. Ove non si proceda alla comunicazione delle variazioni di domicilio o comunque si risulti irreperibili al domicilio indicato o all’indirizzo di posta elettronica riportato nessuna responsabilità sarà da attribuire ad Equitalia.
Ulteriori informazioni da fornire nell’ambito del modello riguardano l’indicazione delle cartelle/avvisi per le quali s’intende fruire della definizione agevolata. In particolare si dovrà indicare:

-il numero identificativo della cartella di pagamento/avviso di pagamento;
-il carico (con l’indicazione dell’identificativo) per il quale si intende effettuare la definizione.
Si fa presente che nell’ambito della guida al modello DA1 viene precisato che la compilazione del suddetto prospetto del modulo non è obbligatoria. Il prospetto deve, infatti, essere compilato nel solo caso in cui si intenda aderire alla definizione agevolata per alcuni dei debiti contenuti nelle cartelle di pagamento. In particolare, relativamente alle somme da pagare indicate in una cartella, il contribuente può scegliere di definire:

-solo alcuni ruoli indicati nelle cartelle;
-solo alcuni carichi che compongono i singoli ruoli indicati nelle cartelle.

In entrambi i casi, occorre richiamare il numero progressivo che individua la cartella e riportare l’identificativo delle somme affidate a Equitalia per la riscossione per le quali si richiede la definizione.

Nel caso la definizione riguardi solo alcuni ruoli presenti in cartella (anche relativi a Enti diversi), si dovrà indicare il numero di ruolo che si trova nella sezione “Dettaglio degli importi dovuti fornito dall’Ente che ha emesso il ruolo”.

La scelta del numero di rate

Nella istanza il contribuente deve indicare come procederà al versamento delle somme dovute, ossia mediante unica rata o pagamento rateale.

Le modifiche apportate in sede di conversione in legge del decreto n. 193/2016 hanno disposto che i pagamenti delle somme dovute dovranno essere effettuati:

  -per il 70% nell’anno 2017;
  -per il restante 30% nell’anno 2018.


In particolare, è possibile ora optare per una delle seguenti alternative:

a)    pagamento in un’unica soluzione (versamento del 100% entro luglio 2017);

b)    pagamento in 5 rate, di cui:

  1^ rata a luglio 2017 (24% del dovuto);

  2^ rata a settembre 2017 (23% del dovuto);
  3^ rata a novembre 2017 (23% del dovuto);
  4^ rata ad aprile 2018 (15% del dovuto);
  5^ rata a settembre 2018 (15% del dovuto); oppure

c)    se si vuole pagare in 2, 3, 4 rate è necessario indicare uno dei codici della tabella che trova di seguito e che corrisponde alla soluzione scelta:

La rinuncia al contenzioso

Nella istanza si dovrà indicare, poi, la pendenza o meno di giudizi aventi ad oggetto i carichi cui si riferisce la dichiarazione, con l’assunzione dell’impegno del contribuente a rinunciarvi. Pertanto, al fine di indicare eventuali contenziosi in corso occorre barrare, alternativamente le seguenti casella:

Come si presenta il modello?

Il suddetto modello va presentata:

-direttamente allo sportello dell’Agente della riscossione; ovvero
-tramite e-mail ordinaria o PEC utilizzando gli specifici indirizzi di posta elettronica riportati nel modello di definizione. In tal caso, dovrà essere allegata la copia del documento d’identità del soggetto richiedente la definizione agevolata.

Nel caso in cui il modulo di dichiarazione di adesione alla definizione agevolata sia presentato allo sportello da un soggetto diverso dal dichiarante, è necessario compilare il riquadro della “Delega alla presentazione” con i dati anagrafici di entrambi (delegante e delegato). Anche nell’ipotesi di presentazione, tramite e-mail/pec, da parte di un soggetto diverso dal dichiarante, è necessario compilare il riquadro “delega alla presentazione”. Oltre alla presentazione è prevista anche la possibilità di estendere la delega all’eventuale modifica della dichiarazione nonché ritirare eventuali comunicazioni al riguardo.

Entro il 15/06/2017 (termine prorogato rispetto a quello originario del 31/05/2017) Equitalia comunica al contribuente l’accoglimento o meno dell’istanza; in caso di accoglimento dell’istanza, entro la stessa data, viene anche comunicato l’ammontare complessivo delle somme da pagare, nonché quello delle singole rate, unitamente al giorno di scadenza delle stesse. Nessuna conseguenza, quantomeno nei confronti del contribuente, scaturisce dall’eventuale tardiva comunicazione di Equitalia, nel senso che la possibilità di definizione rimane impregiudicata.

Fate attenzione!

-La definizione si perfeziona con il tempestivo e integrale pagamento, nei termini, della totalità degli importi dovuti o di tutte le rate. Dunque, il diritto allo stralcio delle sanzioni, degli interessi di mora e della relativa quota di aggi dipende da ciò, essendo irrilevante la presentazione della domanda. Il debitore perde il diritto al beneficio senza necessità di un formale provvedimento amministrativo, nel momento in cui risulta inadempiente (non viene onorata la singola rata non viene versata o risulta versata in maniera insufficiente).Successivamente, tutto il carico “residuo”, detratto quanto già versato, può essere escusso, ed è inibita la dilazione dei ruoli.

-Riemerge la possibilità di adottare sia misure cautelari (fermi e ipoteche) sia azioni esecutive (pignoramenti), così come la prosecuzione di quelle già in essere. Del pari, i termini di decadenza e di prescrizione per il recupero dei carichi di ruolo, che erano rimasti sospesi, riprendono a decorrere.

-In caso di mancato/insufficiente/tardivo versamento dell'unica rata o di una delle rata in cui è dilazionato il pagamento, il contribuente decade dalla definizione agevolata.

Nello specifico, con la decadenza:

-riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto della dichiarazione.

-i versamenti effettuati vengono acquisiti a titolo di acconto della somma iscritta a ruolo “e non determinano l'estinzione del debito residuo, di cui l’agente della riscossione prosegue l’attività di recupero e il cui pagamento non può essere rateizzato”.
Con riferimento alla preclusione ad ogni ulteriore rateizzazione, però, si registra una novità: limitatamente ai carichi non inclusi in precedenti piani di dilazione in essere alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, la preclusione alla rateizzazione non opera se, alla data di presentazione del modulo DA1, erano trascorsi meno di 60 giorni dalla data di notifica della cartella di pagamento o dell’avviso di accertamento esecutivo ovvero dell’avviso di addebito INPS.

Per maggiori informazioni vedi sito Equitalia

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