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Rischio Grexit: uscirà la Grecia dall`euro?

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In queste settimane tiene banco la questione greca, e in particolare del Grexit, la possibile uscita della Grecia dall'euro. Ripercorriamo quali sono state finora le tappe principali di un processo in continua evoluzione.

29 giugno  L'agenzia di rating Standard& Poor's taglia il rating della Grecia da CCC a CCC-

30 giugno la Grecia non ha versato la rata del prestito di 1,6 miliardi di euro al Fondo monetario internazionale ed è così diventata il primo Paese insolvente dell'Unione europea. Tecnicamente il default non è automatico, ma la Grecia si ritrova ora vicinissima al fallimento e, finché il debito non sarà ripagato, non potrà accedere a ulteriori prestiti del Fondo monetario internazionale.

2 luglio Il Fondo Monetario Internazionale  pubblica un rapporto in cui si evidenzia che la situazione delle finanze greche continuerà a essere insostenibile senza una riduzione sostanziale del debito e sostiene che alla Grecia servono altri 50 miliardi di euro di aiuti supplementari per i prossimi tre anni.

5 luglio-il referendum e la vittoria del no: Il referendum che si è svolto domenica 5 luglio ha visto il coinvolgimento di circa 9,9 milioni di greci che sono stati chiamati a votare per decidere se accettare o meno il piano proposto dai creditori internazionali. Il no ha vinto con 61,3 per cento, contro il 38,7 per cento del sì. Se i greci avessero votato sì (in greco NAI), avrebbero accettato nuovi tagli a pensioni e salari in cambio del rinnovo degli aiuti dei creditori (Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale e Unione europea).

6 luglio Il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis  annuncia le proprie dimissioni sul proprio blog e sui social network. “Subito dopo l’annuncio dei risultati del referendum – spiega – mi è stato detto che alcuni membri dell’Eurogruppo e alcuni ‘partner’ preferirebbero che io fossi assente dagli incontri. Un’idea che Tsipras ha giudicato potenzialmente favorevole per consentirgli di raggiungere un accordo. Per questo mi dimetto”.Al posto di Yanis Varoufakis arriva Euclid Tsakalotos, classe 1960, è nato a Rotterdam, e come il suo predecessore, è un economista che ha studiato principalmente all'estero, in particolare a Oxford. Membro del comitato centrale di Syriza, deputato dal 2012, è docente di economia all'Università di Atene. 


"Il messaggio lanciato ieri è qualcosa che sarà ricordato, rimarrà scritto nella memoria collettiva dell'Europa. Non avremmo fatto tutto questo senza Varoufakis. Tutti lo dovrebbero ringraziare", ha aggiunto il nuovo ministro delle Finanze greco. "Non nasconderò il fatto di essere nervoso ed ansioso. Assumo questo incarico in un momento difficile per la Grecia". "Non possiamo accettare una soluzione non praticabile" per la Grecia, ha detto Tsakalotos.

Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha sottolineato "Abbiamo dimostrato che la democrazia non può essere ricattata - ha esultato stasera al termine di una giornata considerata già storica da molti greci -. Il 'No' non è una rottura con l'Unione Europea. I greci hanno fatto una scelta coraggiosa, che cambierà il dibattito in Europa". Il primo ministro ha subito affrontato la principale preoccupazione dei connazionali: i conti in banca. "La Grecia andrà al tavolo negoziale con l'obiettivo di riportare alla normalità il sistema delle banche . E il problema del debito greco sarà sul tavolo negoziale dopo la pubblicazione del rapporto dell'Fmi".Angela Merkel dal canto suo sottolinea : "Tsipras sta mandando la Grecia contro un muro".

8 luglio - Il Governo greco ha inviato ad Esm ed Eurogruppo la richiesta ufficiale di attivazione di assistenza finanziaria dell'Esm. Un Euro Working Group (gli sherpa dell'Eurogruppo) la valuterà e attiverà la procedura, che parte con un mandato a Commissione Ue e Bce di fare una 'valutazione' della situazione economico-finanziaria del Paese.

9 luglio - Atene deve presentare le sue proposte entro mezzanotte, ovvero una lista delle riforme che vuole attuare per avere in cambio gli aiuti.

10 luglio - Le riforme saranno valutate dalle istituzioni, cioè dall'ex Troika, che preparerà un parere per l'Eurogruppo.

11 luglio - Un Eurogruppo straordinario si riunirà a Bruxelles per ascoltare il parere di Commissione e Bce che devono raccomandare o meno l'attivazione del programma Esm, e il parere dell'ex Troika sulle riforme greche. Se saranno positivi, l'Eurogruppo darà il via libera al nuovo piano di aiuti.

12 luglio  - Un summit straordinario dell'Eurozona ascolterà il parere dell'Eurogruppo e darà il via libera politico o meno al terzo salvataggio. Subito dopo, un summit dei 28 Paesi discuterà della situazione greca. Se si sarà trovata un'intesa sulle misure, il summit a 28 sarà solo una presa d'atto delle novità. Se invece non vi fosse un'intesa entro domenica, i 28 discuteranno delle conseguenze del fallimento greco e decideranno su un eventuale piano umanitario con fondi da trovare nel bilancio europeo.

13 luglio - Nuovo Eurogruppo, ma regolare, in calendario da tempo. Sarà utile per discutere il 'day-after' della scadenza dell'ultimatum ad Atene. In caso di accordo, servirà a studiare il calendario delle approvazioni dei vari Parlamenti nazionali, necessarie in Germania, Finlandia, Olanda, Estonia, Austria, Slovacchia.

20 luglio - Entro questa data dovrà esserci il primo esborso dell'Esm, altrimenti la Grecia farà default verso la Bce perché va in scadenza la rata da 3,5 miliardi.

Le file per il ritiro dei contanti agli sportelli delle banche 

I Greci continueranno a non potere ritirare i propri risparmi lasciati in deposito nelle banche. Si tratta di una disposizione, ha spiegato il viceministro, di una disposizione prevista dalla legge sui controlli dei capitali, introdotta dal governo la settimana scorsa, che resta ancora in vigore. Anche i prelievi tramite il bancomat sono contingentati: non è possibile prelevare più di 60 auro al giorno.

Le banche, chiuse dal 29 giugno scorso, sono a corto di liquidità e presto potrebbero esaurire gli ultimi fondi rimasti. Le banche restano aperte solo per i pensionati senza carte che devono ritirare 120 euro, e ai bancomat ci sono ancora le file per ritirare il massimo consentito.
La Banca centrale greca potrebbe chiedere alla Banca centrale europea nuovi fondi d'emergenza, ma a complicare le cose incombe un’altra pesantissima scadenza: quella del 20 luglio, quando 3,4 miliardi di euro dovrebbero tornare alla Bce, senza dimenticare la rata già scaduta da 1,7 miliardi nei confronti del Fondo monetario internazionale.

Intanto consiglio direttivo della Bce, ha confermato la liquidità di emergenza (Ela) per le banche greche, bloccandola a 89 miliardi di euro, a fronte però di maggiori garanzie. 

Possibili scenari futuri

Secondo quanto riportato dall'Ansa, il premier greco ha detto che il No rafforzerà la posizione greca al tavolo negoziale. Ma questa affermazione è stata confutata da molti protagonisti europei della trattativa, in primis dal presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Lo stesso Tsipras ha promesso che riprenderà immediatamente i colloqui con i creditori. Ma molti in Europa ritengono che il negoziato sarà più difficile, visto che il No respingerebbe l'intero pacchetto di accordi, compresi i punti su cui si era vicini a un'intesa.

Il No, prevedono, porterebbe Atene a un isolamento nell'eurozona. Senza aiuti immediati, la Grecia andrebbe in default sul pagamento alla Bce e la crisi precipiterebbe: le banche, in assenza di sostegno dalla Banca centrale europea, andrebbero al collasso. Anche in quel caso, Tsipras potrebbe dimettersi e lasciare il passo all'unità nazionale. Questo esecutivo, vista la crisi di liquidità, dovrebbe probabilmente introdurre una valuta parallela, o dei certificati detti IOU (Pagherò), mettendo di fatto in moto il meccanismo della Grexit, l'uscita di Atene dall'euro.

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