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Reddito d`inclusione sociale, contro la povertà assoluta

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Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2015, il 6% delle famiglie residenti in Italia, pari a 4milioni e 600mila individui e 1 milione e mezzo di famiglie circa, erano in condizioni di povertà assoluta, con la quale si intende chi non raggiunge “uno standard di vita minimamente accettabile” calcolato dall’Istat e legato a un’alimentazione adeguata, a una situazione abitativa decente e ad altre spese basilari come quelle per la salute, i vestiti e i trasporti. Il Reddito d’inclusione sociale è la proposta per combattere tale problema, nata dall’impegno dell’Alleanza contro la povertà, e di cui vi fanno parte 35 organizzazioni in rappresentanza di realtà associative, comuni e regioni, enti del terzo settore e sindacati. Si tratta di uno sforzo corale messo in piedi per la prima volta in Italia ed avviato nel 2013. L’Italia rimane uno dei pochi paesi in Europa, privo di una misura nazionale a sostegno di chi si trova in questa condizione.
 

La proposta

Il Reddito d’inclusione sociale (Reis) consiste in una misura nazionale rivolta a tutte le famiglie che si trovano a vivere in una condizione di povertà assoluta. Il Reis viene presentato in modo articolato ed approfondito nella pubblicazione: “Il reddito d’inclusione sociale (Reis). La proposta dell’Alleanza contro la povertà in Italia”, edizioni Il Mulino, Bologna, 2016.
Il testo spiega in modo sistematico la questione, partendo dalla definizione di povertà, dalla presentazione dei criteri di come ricevere il Reis, per arrivare all’illustrazione del ruolo della rete dei servizi alla persona, degli strumenti per la gestione, delle risorse economiche, fino alla definizione del Piano nazionale per la sua applicazione.
Uno dei degli autori del volume è il prof. Stefano Sacchi, commissario straordinario dell'Isfol. Sulla base di quanto esposto nel testo, il 20 settembre a Roma si è svolto il seminario dal titolo: “Lotta alla povertà: una svolta per l’Italia?". Nel video sottostante è possibile rivedere i vari interventi. In altro a destra è possibile scaricare il pdf con i materiali dell'intervento del prof. Sacchi.

"Forse siamo davanti ad una svolta però-sottolinea Sacchi- nella Legge di Stabilità 2015 il Governo ha, per la prima volta nel welfare italiano, stanziato delle somme in particolare  1 miliardo di euro all'anno per il contrasto alla povertà, somma che, mettendo insieme altri pezzi già presenti nel welfare italiano, portano allo stanziamento di circa 1 miliardo e mezzo, è possibile che nella prossima legge di stabilità questo stanziamento venga allargato per arrivare a oltre 2 miliardi  di euro. Questo consentirebbe di intervenire per offrire un reddito minimo garantito a tutte le famiglie  con minori, in condizioni di povertà.

Il Reis proposto dall'Alleanza contro la povertà in Italia, si distingue dalla proposta del Governo, in quanto i destinatari finali sono anche le famiglie in povertà assoluta che non hanno minori a carico, per una spesa di circa 7 miliardi di euro. 

 

Come funziona?

Il Reis, come spiegato nel volume, “garantisce a chiunque sia caduto in povertà assoluta un insieme di risorse adeguate a raggiungere una condizione materiale decente e – dove necessario – a progettare percorsi d’inserimento sociale o lavorativo”. Il Reis si rivolge a tutti coloro i quali si trovano in povertà assoluta, valutata sulla base delle condizioni economiche del relativo nucleo familiare.

Chi può richiederlo?

Possono richiederlo cittadini italiani o stranieri, comunitari o non comunitari. In caso di nuclei familiari, è sufficiente che uno solo dei coniugi soddisfi i requisiti richiesti. “Il principio guida è l’universalismo: una misura per tutti i poveri” spiegano gli autori. “Ogni nucleo riceve mensilmente la somma necessaria a colmare la differenza tra la soglia di povertà e il proprio reddito disponibile”.

A quanto ammonta?

La soglia è pari a 400 euro al mese per i nuclei composti da una sola persona, abitanti in case di proprietà, e viene elevata – secondo una scala di equivalenza – all’aumentare dei componenti. La soglia è pure innalzata nel caso di nuclei che vivono in affitto, in percentuale al canone di locazione pagato.

Non solo Reddito ma anche inclusione nel mercato del lavoro

Per le persone beneficiarie del Reis vengono intrapresi percorsi di inclusione attiva nel mercato del lavoro. Queste, oltre che attivarsi direttamente nella ricerca di un impiego, devono dare disponibilità a frequentare attività di formazione o riqualificazione professionale e ad iniziare ogni occupazione congrua offerta dai centri per l’impiego. A livello locale il Reis è gestito in modo condiviso dai comuni, terzo settore, centri per l’impiego e degli altri soggetti impegnati nella lotta alla povertà.

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