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Perché il sud è rimasto indietro?

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La questione meridionale è una realtà ancora attuale. Dove affonda le proprie radici il divario tra Sud e Nord? Una serie di ipotesi a riguardo ci vengono proposte da Emanuele Felice docente di Storia economica nell’Università Autonoma di Barcellona, nel suo libro “Perché il sud è rimasto indietro”, edito da Il Mulino. Si parte da spiegazioni che si basano su di una diversità genetica, o risalgono alla monarchia normanna. Altre puntano il dito contro il Nord colpevole di aver sfruttato un Sud che prima dell’Unità sarebbe stato florido e avanzato; o chiamano in causa una sfavorevole collocazione geografica. Secondo Felice, sono state le classi dirigenti meridionali a ritardare lo sviluppo, dirottando le risorse verso la rendita più che verso gli usi produttivi. Al Sud occorre dunque modificare la società, spezzando le catene socio-istituzionali che la condannano all’arretratezza.
«I meridionali sono privati non soltanto della libertà: la libertà di poter decidere del proprio destino, che solo un reddito decente, una buona istruzione, la fruizione di diritti collettivi e personali consentono. Sono privati anche della verità, quella di poter capire perché sono a questo punto, quali le ragioni, le eventuali colpe e di chi»
In alto a destra è possibile scaricare un'appendice statistica sul meridione
 

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