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Pensioni: in arrivo le buste arancioni

L’Inps è pronta a lanciare a partire da metà aprile, la busta arancione, il documento che permetterà ai contribuenti di calcolare la data precisa in cui, secondo le norme ad oggi in vigore, potrà andare in pensione. Si tratta di un progetto realizzato in collaborazione con Agid, ha spiegato il presidente dell'Inps Tito Boeri, che permetterà di "raggiungere chi non è digitalizzato invitando queste stesse persone a munirsi di spid", il pin unico per accedere ai servizi on line. 

Come ci illustra Alberto Brambilla, Presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, la busta arancione, serve per mostrare quale è in proiezione la situazione pensionistica per tutti coloro che sono in attività lavorativa, calcolando quale sarà la pensione (pari ad una determinata percentuale dell'ultimo reddito). "I dati messi a disposizione dell'Inps, sono proiezioni sulla base dei valori elaborati dallo Stato: prevedono una rivalutazione delle pensioni ad un tasso del Pil pari a 1,57%, un dato sovrastimato-sottolinea Brambilla-perché nei prossimi anni avremo una crescita del Pil inferiore, compreso tra 0,8% e 1%. Anche il Centro Studi e Ricerche Itinerari previdenziali ha calcolato le proiezioni sulla base di un Pil  che si sviluppa a tassi di 0.8% e la pensione che risulta è leggermente più bassa, ma non eccessivamente. Attraverso tali informazioni, consentiamo ai giovani di sapere che cosa accadrà nel futuro, ma soprattutto di farsi previdenza complementare: spendendo poco oggi, avranno un 10-20% in più di pensione domani". 

 

Chi sono i destinatari

Si conta di partire generando 150 mila lettere al giorno informando da principio i dipendenti privati, gli autonomi e le partite iva iscritte alla Gestione Separata e  i dipendenti pubblici: per quest'ultimi, le modalità sono ancora in corso di definizione ma a circa 1,5 milioni di loro, però, questa dovrebbe arrivare allegata al cedolino, per posta, in base ad accordi con le pubbliche amministrazioni.

 

Il gap digitale

La busta arancione viene così associata ad un progetto ampio per la digitalizzazione degli italiani, condotto insieme all'Agid con una collaborazione che ha permesso anche di superare gli ostacoli finanziari. Il direttore dell'Agid, Antonio Samaritani ha spiegato come l'agenzia contribuisca all'iniziativa "con 2,5 milioni sul 2016 e sul 2017, che si vanno ad aggiungere al milione di euro dell'Inps, istituto che poi mette a favore del progetto anche tutto il suo lavoro".  Anche i dipendenti pubblici riceveranno la lettera arancione dell’Inps. Le modalità sono ancora in corso di definizione ma a circa 1,5 milioni di loro, però, questa dovrebbe arrivare allegata al cedolino,per posta, in base ad accordi con le pubbliche amministrazioni

L’obiettivo dell’iniziativa, sottolinea l’Inps, “è quello di riuscire a raggiungere diverse fasce di popolazione: secondo i dati Istat, infatti, nel 2015, soltanto il 60% degli italiani si è connesso a Internet e appena il 30% degli utenti ha utilizzato la rete per interagire con la pubblica amministrazione. Sono proprio le persone che attualmente non sono digitalizzate a necessitare maggiormente di informazioni sul loro futuro previdenziale e di una maggiore consapevolezza finanziaria nonché di informazioni sui vantaggi derivanti dall’utilizzo dei servizi online”.

Secondo il Desi (Digital Economy and Society Index) 2016, sottolinea Boeri "l'Italia è all'ultimo posto tra i paesi dell'Ue per l'uso di internet", con "solo il 30% degli utenti di Internet usano il web per ottenere informazioni dai siti della Pa". E ancor meno, fa presente l'Inps, sono quelli che scaricano i moduli (25%) e quanti li compilano online (10%). Andando nel dettaglio dei servizi offerti dall'Istituto nazionale di previdenza, Boeri ha spiegato come "i possessori del Pin Inps siano 18,5 milioni, di cui 13 milioni sono lavoratori attivi".

Ne sono sprovvisti invece 12 milioni di contribuenti, con una "quota consistente di giovani" (il 42% è under40). A tutto ciò, ha sottolineato Boeri, si associa "una bassa consapevolezza finanziaria, basti pensare che solo un italiano su cinque conosce come funziona sistema previdenziale a capitalizzazione". Nonostante siano presenti zone d'ombra la domanda di digitalizzazione è però forte, come dimostrano i dati sull'iniziativa dell'Inps intitolata "la mia pensione online" Il servizio permette di controllare la situazione contributiva attuale, la possibile data di pensionamento, il prevedibile livello della pensione a prezzi 2015 e il rapporto fra pensione e ultima retribuzione (tasso di sostituzione). In più si possono fare anche delle simulazione giocando sui diversi fattori. Il servizio ha fatto registrare, ha evidenziato Boeri, "quasi 9 milioni di accessi". Ora con l'operazione busta arancione si vogliono raggiungere tutti coloro che non hanno il Pin, che da adesso sarà per altro lo stesso per tutti i servizi web (Spid). 

Il sistema contributivo

La Riforma delle Pensioni del 2011 ha introdotto alcune novità riguardanti il sistema pensionistico italiano, estendendo a tutti i lavoratori il metodo di calcolo contributivo della pensione. Ecco un video realizzato dall'Inps, che illustra come viene applicato questo sistema di calcolo della pensione.
 


 

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