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Panama Papers: facciamo il punto

Panama Papers è un'indagine globale, costituita da un vero e proprio "tesoro" di informazioni, oltre 11 milioni di file, che riguardano operazioni dal 1977 al 2015 e che riguardano diverse società off-shore, cioè società localizzate in territori, situati spesso in piccole isole oceaniche in cui vigono legislazioni particolarmente permissive per quanto riguarda il trattamento fiscale, gli adempimenti contabili e societari, combinati con garanzie rigide di riservatezza e anonimato sui movimenti bancari e societari.Tali documenti, provengono da uno studio legale panamense, Mossack Fonseca, considerato fra i cinque studi specializzati nei servizi finanziari offshore più grandi del mondo, che opera attraverso una presenza capillare dei suoi uffici, in 42 Paesi e in 21 giurisdizioni, come si vede nell'infografica
Sarebbero, per ora 214 mila le società off-shore coinvolte che, attraverso la loro attività avrebbero avuto come obiettivo l'evasione fiscale, la corruzione, il traffico di droga, di armi e frode finanziaria. L’azienda avrebbe agito per più di 300 mila imprese, oltre la metà delle quali con sede in paradisi fiscali come Guernsey, Isola di Man e del Regno Unito. Il Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi (Icij) che ha analizzato e diffuso i materiali sostiene che oltre 500 banche, loro sussidiarie e rami hanno registrato circa 15.600 società fantasma attraverso lo studio panamense Mossack Fonseca.

I paradisi fiscali utilizzati da Mossack Fonseca


  Fonte: https://panamapapers.icij.org/

I personaggi coinvolti

Sono molteplici le personalità di spicco coinvolte nello scandalo: dallo sport alla politica fino ai grandi dirigenti d'azienda. L'Espresso in esclusiva per l'Italia, ha avuto accesso a questo enorme archivio di carte segrete e aggiorna costantemente i nomi degli italiani che si sono rivolti a Mossack Fonseca per aprire società off-shore che sarebbero circa 800. In ambito internazionale, la Bbc parla di 72 attuali o ex capi di Stato coinvolti, tra cui il russo Vladimir Putinil re dell’Arabia Saudita Salman, membri della famiglia del premier britannico David Cameron, il premier cinese Li Peng e il presidente siriano Assad. Gli ultimi sono quelli dei leader dell'ultradestra francese Jean-Marie e Marine Le Pen e del neo presidente della Fifa Gianni Infantino.

Tra le prime ripercussione dell' indagine, vi sono state le dimissioni del primo ministro islandese Sigmundur David Gunnlaugsson, che intervistato da alcuni giornalisti in merito alla società  di sua proprietà, Wintris, ha risposto che è stata dichiarata al fisco islandese. Ma ad un certo punto interrompe l'intervista come si vede nel video, dicendo "Che cosa stai cercando di fare qui? Questo è del tutto fuori luogo!".

 

In merito allo scandalo Panama Papers, è intervenuto  anche il presidente Usa, Barack Obama. "Lo scandalo del Panama Papers mostra come l'elusione fiscale sia un problema globale", ha detto il capo della Casa Bianca commentando la stretta del Tesoro sulla fuga all'estero delle big americane per sfuggire al fisco statunitense, le cosiddette 'tax inversion'. "Le grandi aziende non possono giocare con regole diverse rispetto al resto degli americani. L'elusione fiscale è un "grande problema. Sono stati fatti progressi ma molte di queste pratiche sono legali, non illegali".

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