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Nuovi lavori, nuove regole: come l`evoluzione tecnologica incide sulla normativa per il lavoro

La tecnologia ha sempre influenzato anche come viene regolamentato il mondo del lavoro. Ovviamente la tecnologia si muove con una velocità che il legislatore non può mai seguire volta per volta, e quello che può fare è cercare di avere delle norme abbastanza flessibili ed elastiche che seguano l'evoluzione dei rapporti tecnologici fino ad arrivare però ad un punto di rottura: ad un certo punto le norme vanno ridefinite nuovamente sulla base di quella che è l'evoluzione della tecnologia. Questo è quanto saottolinea Valerio De Stefano, professore di Diritto del lavoro presso l’Università di Lovanio (KU Leuven).

Per ora le nuove forme di tecnologia stanno avendo un impatto sul modo in cui le persone lavorano e per cui è possibile immaginare dei rapporti di lavoro molto brevi, quella della cosiddetta Gig Economy che sono un esempio paradossale per cui si viene ingaggiati anche per pochi minuti, il tempo di una consegna, il tempo di svolgere determinate prestazioni online.

Poi c'è un rapporto che prescinde da questo che anche lega le diverse prestazioni di lavoro  tra piattaforme e lavoratore che comunque va regolamentato e per ora il diritto ha fatto fatica a seguire e a fornire tutele adeguate ai lavoratori che sono investiti da questi fenomeni tecnologici.

Oggi il problema riguarda soprattutto il modo in cui le tecnologie catturino i dati dei lavoratori su come si muovano, quanto tempo impieghino a svolgere una determinata mansione: cosa di si fa con questi dati? Qual è l'utilizzo che le imprese fanno di questi dati per valutare la produttività del lavoro e garantire un futuro impiego ai lavoratori? Queste domande sono quelle cose con le quali la regolamentazione dovrà sempre di più rapportarsi in futuro.

Quello che si può fare per cercare di cambiare in meglio la normativa esistente è cercare di fare pressione per far capire che la trasparenza dei dati che si utilizzano è fondamentale non solo per le imprese ma anche per i lavoratori stessi che si sentono più vicini al datore di lavoro, più valorizzati nel proprio lavoro.

In futuro probabilmente questo tipo di tutela continuerà a passare per quella che è la contrattazione collettiva, gli strumenti classici della regolamentazione del lavoro dalle quali non si può prescindere, perché sono tipicamente molto più flessibili della legislazione che viene fissata in un dato tempo: la contrattazione collettiva si evolve molto più facilmente.

Per cui da questo punto di vista la tecnologia avrà sicuramente un'influenza sul mondo di governance del lavoro, non solo nei confronti delle nuove forme di lavoro ma anche dei lavori più tradizionali nei quali si inseriscono sempre di più elementi di tecnologia. Gli strumenti più adatti ad affrontare le nuove sfide sono sicuramente quelli della contrattazione collettiva: non bisogna dare per scontato che la tecnologia debba rimettere in discussione alcuni modi di fare governance del lavoro che si sono dimostrati vincenti fino ad oggi.

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