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L`Ocse: la disoccupazione scenderà al 12,5% nel 2015

 L`Ocse: la disoccupazione scenderà al 12,5% nel 2015

Nella nuova versione del suo Economic Outlook l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico taglia le stime del Pil dell'Italia per il 2014. Quest'anno il nostro prodotto interno lordo crescerà infatti dello 0,5%: la stima precedente era dello 0,6%. Per il 2015 la ripresa dovrebbe fare segnare una espansione della nostra economia dell'1,1%.

Rapporto debito/Pil:
In Italia, secondo l’Ocse, il rapporto tra debito e Pil non comincerà a scendere prima del 2016, e prevede un debito al 134,3% nel 2014 e al 134,5% nel 2015, rendendo il Paese "ancora vulnerabile a potenziali scossoni" dei mercati, ed è quindi "essenziale continuare con la cautela sui conti pubblici basata sulla riduzione della spesa".

Disoccupazione
In Italia, secondo l'Ocse la disoccupazione scenderà nel 2015, ma solo lentamente, perché il primo impatto dell'aumento della domanda di lavoro saranno probabilmente più ore lavorate. Prevede una percentuale di senza lavoro al 12,8% nel 2014, e al 12,5% nel 2015.

Il credito bancario
In Italia, nei primi mesi del 2014, il credito bancario alle aziende, secondo l’Ocse, ha dato i primi segnali di ripresa dopo due anni di flessione, anche se i tassi di interesse per chi chiede prestiti rimangono significativamente più elevati rispetto ad alcuni paesi dell'area euro,
Quello che sottolinea l'economista Alvaro Pereira, responsabile del dipartimento studi nazionali dell'organizzazione, è che “uno dei maggiori effetti negativi della crisi è stata la contrazione del credito, soprattutto per le piccole e medie imprese, cosa che è diventata una delle principali cause dell'ampio aumento della disoccupazione. In questo contesto, ciò che i governi possono fare, quando ne hanno i mezzi, è pagare i loro debiti con le aziende, in particolare le più piccole, e fornire così loro un po' di capitale, che consenta di fare investimenti e creare posti di lavoro".

Rischio deflazione
Il calo dei prezzi al consumo nell'area euro, avverte poi l'Ocse, potrebbe trasformarsi in deflazione e la Banca Centrale Europea, è chiamata pertanto a varare nuove misure che portino in modo più decisivo l'inflazione in linea con gli obiettivi e deve essere pronta a nuove misure di stimolo non convenzionali se l'inflazione non dovesse dare segni di tornare nei ranghi.

In generale il vice segretario generale dell'Ocse, Rintaro Tamakil, afferma: “La ripresa dalla Grande Recessione si è finalmente consolidata ma l'economia globale continua a presentare punti deboli, in particolare per l'elevata disoccupazione. I governi del mondo sono quindi chiamati ad accelerare sul cammino delle riforme strutturali per rafforzare la crescita e il mercato del lavoro”.

MAPPA INTERATTIVA

In questa mappa interattiva è possibile studiare le prospettive economiche dell'OCSE

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