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Legge Gelli: le nuove frontiere della responsabilità medico-sanitaria

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La Legge Gelli, entrata in vigore il 1 aprile 2017, oltre a cambiare le norme sulla responsabilità dei medici ha introdotto delle maggiori tutele per i malati in casi di presunta malasanità. Ce ne illustra gli aspetti principali l’avv. Maurizio Hazan fondatore e managing partner dello Studio Legale Associato Taurini, che si sofferma sul concetto di medicina difensiva, fenomeno che costa 10 miliardi di euro al sistema sanitario.
“Il tratto caratteristico della legge Leggi è riportare equilibrio nel rapporto tra pazienti e medici, evitando quelle derive risarcitorie che hanno contraddistinto gli ultimi anni, creando una conflittualità molto frequente tra i medici e strutture sanitarie da un lato e i pazienti dall’altra che hanno condotto a delle distorsioni sistematiche che gravavano molto fortemente sul buon funzionamento del sistema sanitario, il cosiddetto fenomeno della medicina difensiva quel fenomeno che si manifesta quando un medico, preoccupato dalla possibile aggressione risarcitoria nell’ipotesi in cui un qualche suo errore si riveli successivamente alla cura, provi in tutti i modi a scagionarsi in anticipo, prescrivendo farmaci non richiesti, analisi strumentali non necessari, e ma tali da poter dare la prova di aver tentato ogni strumento di cura, in modo che non sia possibile trovare una possibilità di accusa”. 

In allegato il pdf del testo di legge

 

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