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Legge di bilancio 2018: sgravi fiscali per assunzioni under 35, il punto di vista dell`AIDP

Gli sgravi per le nuove assunzioni che saranno previsti nella Legge di stabilità 2018, saranno riconosciuti solo alle aziende che non licenziano. Il principio in sé è corretto, tuttavia, bisogna fare dei necessari distinguo: non tutti i licenziamenti sono uguali, secondo quanto sottolinea Isabella Covili Faggioli, Presidente Nazionale AIDP, l'Associazione Italiana per la Direzione del Personale

La Legge di bilancio 2018
 
L’ipotesi al vaglio del Governo per il 2018, prevede la conferma degli sgravi contributivi per le nuove assunzioni. Gli sgravi dovrebbero riguardare i giovani fino a 35 anni che vengono assunti con contratto a tempo indeterminato, uno sgravio contributivo del 50% per i primi tre anni di contratto a tutele crescenti, con un tetto annuo di 3mila euro. Nel solo 2018 l’incentivo riguarderà l’assunzione a tempo indeterminato di ragazzi under 35 che non hanno mai avuto prima rapporti d’impiego stabili, mentre da gennaio 2019 lo sgravio sarà limitato ai giovani under 30.

L’esonero contributivo sarà totale, vale a dire sarà pari al 100%, in tre casi: nelle otto regioni meridionali (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna), attraverso la proroga di un anno dell’attuale bonus Sud che si applica anche ai disoccupati over 35 anni, purché privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. In questo caso al 50% di sgravio della legge di Bilancio 2018 si aggiunge la proroga del bonus Sud della scorsa legge di Bilancio, ragion per cui lo sgravio totale varrà solo per un anno. 

Sgravio è totale nel caso in cui le aziende che assumano  i ragazzi che hanno ospitato per alternanza scuol-lavoro per almeno il 30% del totale delle ore previste, o  per periodi di apprendistato di primo o di terzo livello .

La relazione tecnica del governo stima  che le misure potranno portare un miglioramento dell'occupazione giovanile, in particolare :

-350 mila nuovi contratti a tutele crescenti nel 2018 per giovani sotto i 35 anni;
-trasformazione di 53mila contratti di apprendistato in contratti a tempo indeterminato;
-assunzione di 18.900  giovani post alternanza scuola lavoro.

Quali le novità?

La novità sostanziale delle nuove norme allo studio è l’introduzione di paletti sui licenziamenti. In sostanza, per evitare l’effetto sostituzione rispetto ad altri lavoratori “che costano di più” si è ipotizzato che nei 6 mesi prima e nei 6 mesi successivi all’assunzione l’azienda non deve aver licenziato nella stessa unità produttiva.
 
Il punto su cui l’AIDP solleva i riflettori è che non tutti i licenziamenti sono uguali. L’azienda, infatti, potrà usufruire degli sgravi a condizione che non abbia licenziato nei sei mesi precedenti l’assunzione. Per non creare difficoltà a chi dovrà applicare la legge e nella previsione che questa serva realmente ad incrementare l'occupazione, l’AIDP avanza alcuni suggerimenti: occorrere specificare che i licenziamenti che non daranno diritto agli sgravi dovranno essere per giustificato motivo oggettivo o per licenziamento collettivo, evitando così di considerare altre tipologie di licenziamento come, per esempio, quello disciplinare o per mancato superamento dei periodo di prova, superamento del periodo di comporto o per raggiunti limiti di età per la pensione, utile sarebbe parlare, inoltre, di 180 giorni e non 6 mesi in modo che il conteggio risulti certo ed indiscutibile.

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