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Legge di bilancio 2017: polizze ltc per dipendenti e caso morte a favore di parenti disabili

La legge di Bilancio 2017 interviene anche  sul nostro modo futuro di intendere la società, sottolinea Alessandro Bugli del Centro e Ricerche Itinerari Previdenziali. Siamo di fronte  ad una società che tende ad invecchiare: quindi da una parte si allungano le aspettative di vita, dall’altra abbiamo sempre più una maggiore esigenza di garantirci un’assistenza in quanto non più autosufficienti nella terza età.
Con la legge di bilancio 2017 almeno nel  rapporto di lavoro dipendente, le cifre destinate a forme di assistenza per non autosufficienza, non concorrono a formare il reddito.
Fino ad oggi il beneficio fiscale sulla non autosufficienza, era legato o all’iscrizione a forme sanitarie integrative, o più comunemente a polizze di carattere individuale che venivano rese detraibili nel 19% sui premi versati con il massimo di 1.291 Euro /anno.

L’obiettivo non era stato raggiunto proprio perché quando ci mettiamo a garantire il rischio di non autosufficienza se andiamo a prendere rischi singoli sul mercato, il problema è che potrebbe essere interessato all’acquisto di queste soluzioni solo colui che paventa per sé un rischio di non autosufficienza. Mentre  i giovani,  che sono coloro che dovrebbero essere il “rischio buono” di mercato, cioè coloro che con la loro contribuzione aiutano a coprire anche i rischi delle fasce più anziane della popolazione, purtroppo tendono a rifuggire, perché queste soluzioni diventano particolarmente costose e secondo perché vedono questo come un rischio lontano. 
Ora, attraverso la legge di bilancio, l’obiettivo è stato raggiunto in quanto non vengono più presi singoli soggetti interessati sul mercato garantendo un beneficio fiscale, ma vengono raggiunte platee abbastanza ampie di destinatari, attraverso delle previsioni di contribuzione all’interno del contratto di lavoro collettivo: in questo modo tutta la platea di destinatari può contribuire a queste forme.

In tale modo  andiamo a scongiurare il rischio che la platea di riferimento sia quella che abbia più bisogno di assistenza e quindi renda l’offerta del servizio non sostenibile dal punto di vista economico; inoltre  educhiamo anche le platee più giovani di lavoratori ad avere una forma che li assista nel corso della loro vita, rendendo così il peso economico più sostenibile perché dilazionato nel corso della vita lavorativa.


Altro aspetto che va ricordato all’interno della materia delle cosiddette “polizze della persona” è il recente intervento fatto con la “legge sul dopo di noi”. La norma che «è volta a favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità», si legge nell’articolo 1 del testo e per la prima volta nell’ordinamento giuridico vengono individuate e riconosciute specifiche tutele per le persone con disabilità quando vengono a mancare i parenti che li hanno seguiti fino a quel momento. L’obiettivo del provvedimento è garantire la massima autonomia e indipendenza delle persone disabili, consentendogli per esempio di continuare a vivere nelle proprie case o in strutture gestite da associazioni ed evitando il ricorso all’assistenza sanitaria. La novità sta che la detraibilità che normalmente per le polizze caso morte era fissato nel 19% massimo di 530 euro, dal 31 dicembre 2016 per i premi assicurativi sul rischio di morte finalizzato alla tutela delle persone con disabilità grave accertata, l’importo scaricabile passa a 754 euro.  

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