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L`aumento del differenziale salariale di genere durante la crisi

Il differenziale salariale di genere è aumentato in Italia dal 3,8% del 2008 all’8,6% nel 2012: le donne in Italia, guadagnano meno degli uomini anche a parità di qualifica professionale, di esperienza lavorativa, di età di tipologia di contratto. Questo è uno dei dati presenti all'interno del paper realizzato da Maria Laura Di Tommaso professore associato di Economia presso il Dipartimento di Economia Cognetti de Martiis, dell’Università di  Torino, e Daniela Piazzalunga, Research Fellow presso FBK-IRVAPP, presentato nel corso del convegno organizzato per i 90 anni di attività dell’Istat.

Una delle ragioni fondamentali di questo gap, è da ricercare nel blocco dei salari del settore pubblico nel 2010, (legge 122/2010) perché la percentuale di donne che lavorano per il pubblico è più elevata di quella degli uomini: all’interno dello stesso settore pubblico, vi sono stati alcuni settori ancora più penalizzati come l’istruzione.

Altro aspetto da sottolineare è che il differenziale salariale di genere è aumentato durante la crisi economica soprattutto per i redditi più elevati: per gli uomini con qualifiche più elevate, ma soprattutto con salari più elevati, gli uomini hanno, durante la crisi economica, aumentato il loro vantaggio in termini salariali rispetto alle donne e questo è uno dei fattori preoccupanti del blocco dei salari nel settore pubblico.


"Nell’adottare politiche economiche anche in periodi di crisi- sottolinea Di Tommaso- come le politiche relative alle misure di austerità introdotte nel 2010, è molto importante cercare di prevedere quali possano essere le conseguenze anche in termini di differenze di genere, perché non tenerne conto può creare conseguenze inaspettate sulla povertà e la disuguaglianza di un gruppo di lavoratori, soprattutto le donne che, nel corso degli anni, sono state svantaggiate". 

 

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