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L`agenda economica di Renzi, punto per punto

 L`agenda economica di Renzi, punto per punto

L’agenda del premier incaricato Matteo Renzi, prevede una riforma al mese: entro febbraio si agirà su riforme costituzionali ed elettorali, a marzo sul lavoro, ad aprile sulla riforma della Pubblica amministrazione e a maggio toccherà al fisco. A riguardo si è già espresso il neo Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio l'ospite di Lucia Annunziata in una puntata di "In 1/2H".

 

Ecco il programma nel dettaglio:

Febbraio: Riforme istituzionali e legge elettorale

La prima riforma che Renzi vuole attuare, riguarda la legge elettorale, e le riforme ad esso legate, attraverso l’approvazione dell’Italicum, che prevede la riduzione dei parlamentari e la riforma del Senato, che farà sì che si passerà da 945 parlamentari a 630. Abolizione del bicameralismo perfetto per velocizzare l’iter legislativo. I senatori non saranno più eletti, non voteranno la fiducia al governo e non riceveranno compensi per il loro lavoro. A ciò si unisce la questione dell’ abolizione delle province. Per quanto concerne la riforma elettorale, la soglia di sbarramento al 4,5% per chi si presenta in coalizione, premio di maggioranza o secondo turno e collegi più piccoli.


Marzo: Lavoro

Nel settore del lavoro, per il rilancio dell’occupazione, si punta anche all'alleggerimento per incentivare ad assumere. Nel Job Act si prevede l’assunzione con un contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti, e dovrebbe riguardare gli under 30: senza articolo 18 per tre anni, con la possibilità per le aziende di licenziare, ma l’indennizzo in base all’anzianità del lavoratore in azienda a compensare. A ciò si aggiunge una scrematura delle tipologie contrattuali: tempo indeterminato, a tutele crescenti, l'apprendistato, il contratto a termine e quello di somministrazione. Tra le altre proposte vi è quella di tagliare le imposte per le persone fisiche sulle detrazioni del lavoro dipendente. L'IRAP, si riduce del 10%. Un sussidio per tutti i disoccupati, subordinato all'obbligo di seguire un corso di formazione professionale; nel caso il disoccupato rifiutasse una nuova proposta di lavoro si perderebbe il beneficio del sussidio. Si punta a realizzare dei piani industriali specifici per i 7 settori più importanti per la creazione di posti di lavoro: cultura, turismo, agricoltura, edilizia, manifattura, artigianato e new economy. Verrà creata un’Agenzia federale dell’occupazione che dà allo Stato e non più alle Regioni la formazione e la ricerca di nuovi posti di lavoro, unendo pubblico e privato. Riforma degli ammortizzatori sociali con meno sussidi per i lavoratori delle grandi aziende e la conseguente estensione anche alle fasce che ne sono state escluse fino a oggi.

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Aprile: Pubblica Amministrazione e burocrazia

L’idea cardine delle riforme sulla PA è l’equiparazione dei dipendenti pubblici a quelli privati con tutto quello che ne consegue, con mobilità interna, flessibilità, ammortizzatori sociali e contratti di solidarietà in caso di esuberi. Il Tar dunque verrebbe svuotato dalle sue prerogative, visto che la giurisdizione passerebbe al giudice ordinario. Fine dei dirigenti pubblici eterni, con un massimo di sei anni, rotazioni di competenze e possibilità di licenziamenti come accade per i manager e i dirigenti del privato. Fine anche delle doppie competenze per i magistrati che non potrebbero più essere consulenti o avere incarichi extragiudiziali. Informatizzazione obbligata con la posta certificata per tutti gli enti pubblici,e al posto delle Camere di Commercio vi saranno agenzie speciali per i rapporti burocratici tra pubblico e privato.

Maggio: Fisco

Nel settore fisco, il governo Renzi, prevede meno tasse ma a livello strutturale, una riduzione dell’Irpef di un punto per le prime due aliquote (23 e 27%) e per i redditi più bassi e il taglio del cuneo fiscale. Il tutto sarebbe compensato attraverso la spending review e l’aumento delle rendite finanziarie.


 

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