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La scuola ai tempi del digitale

Oggi l'utilizzo delle nuove tecnologie avviene su due livelli:  uno negli insegnanti "pioneri" quelli curiosi che le utilizzano nella didattica per trovare nuovi modi di fare scuola; il secondo livello è quello istituzionale, che si concretizza nei progetti di introduzione alle tecnologie nella scuola che il Ministero dell'Istruzione ha lanciato  dagli anni '80. 
Questi progetti si sono susseguiti negli anni, ma finora i risultati avuti da queste politiche, non sono stati molto soddisfacenti perché il problema non è introdurre tecnologie digitali nella scuola, ma creare una scuola nuova che utilizzi tutte le tecnologie disponibili. Questo è ciò che sottolinea Vittorio Midoro che per Franco Angeli ha curato il testo "La scuola i tempi del digitale", realizzato da 17 autori impegnati su diversi fronti dell’innovazione scolastica.

Il punto è che la scuola italiana si basa su  tre pilastri: l’insegnamento, la cultura scritta e la valutazione. Oggi questi tre pilastri sono messi in discussione perché abbiamo imparato che l’apprendimento è il risultato dell'interazione con un ambiente .

Allora il primo passo per creare una scuola nuova è modificare l’idea che c’è dell’apprendimento: non trasmissione ma interazione ma questo ha tre conseguenze: 
- mettere in discussione tutta la struttura della scuola
- lasciare il posto agli oggetti digitali che diventano i nuovi contenitori della conoscenza per le loro caratteristiche, come multimedialità, apertura, computabilità e interattività
-la selezione non agisce più con gli stessi strumenti
 

"L’idea di scuola deve scaturire da un dibattito che coinvolga, tutti gli attori interessati- conclude Midoro- Compito di noi ricercatori è preparare il terreno e le regole, in modo che sia chiara la partita che vogliamo giocare. La meta non è introdurre le ICT in questa scuola, ma immaginare una scuola diversa, capace di amplificare le capabilities degli individui che vivono nell’era digitale, rispondendo così alle esigenze di uno sviluppo giusto e sostenibile".

Vittorio Midoro, opera nel settore delle tecnologie didattiche dal 1974; fino al 2008 come dirigente di ricerca presso l’Istituto Tecnologie Didattiche, CNR, e poi, come associato nello stesso istituto e come consulente, a livello nazionale e internazionale, sulle tematiche dell’innovazione dei sistemi educativi e formativi.

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