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La produttività delle imprese italiane

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Il tema della produttività è importante per tutte le economie del mondo perché produttività vuol dire crescita economica, in particolare per un Paese come l'Italia perché è un paese che invecchia e che quindi si troverà inevitabilmente con meno lavoratori. C'è quindi bisogno che singoli lavoratori diventino più produttivi, più efficienti, che siano in grado di produrre di più, lavorando lo stesso numero di ore. Questo è quanto sottolinea Matteo Bugamelli, titolare della Divisione Struttura economica e Mercato del lavoro presso il Dipartimento di Economia e Statistica della Banca d'Italia.

Per l'Italia questo è un tema cruciale perché la produttività italiana soffre, cresce poco da più di un ventennio e capire quali siano le ragioni di questa lenta produttività è molto complesso perché dipende da molteplici fattori: dalle scelte, dai comportamenti delle imprese ma anche dal contesto istituzionale e regolamentare in cui le imprese operano.

Analizzando i dati del sistema economico italiano emerge che da un lato c'è un settore manifatturiero in netta ripresa, dove la produttività da qualche anno ha continuato a crescere al pari della Francia e della Germania. Dall'altra abbiamo un settore dei servizi con una dinamica molto più piatta, che cresce molto meno.

Il secondo aspetto è collegato alla dimensione di impresa: una grande impresa è più produttiva, di una piccola o media. L'Italia, poichè si caratterizza per un tessuto economico di piccole e medie imprese, ha quindi un effetto di composizione (tante piccole imprese meno produttive è ovvio che mediamente si è meno produttivi nell' aggregato) l'altro aspetto e che le nostre piccole e medie imprese sono meno produttive di quelle tedesche e francesi per fare un esempio.

Ciò che differenzia le nostre piccole medie imprese dalle altre e data dalla loro scarsa dinamicità e sono tanti gli ostacoli che limitano la crescita. Sicuramente tra questi aspetti, uno è legato alla poca adozione adozione di innovazioni e tecnologie digitale quindi nel ripensare alle politiche economiche occorre cercare qualcosa che vado a risolvere questa triade di problemi che caratterizzano l'economia italiana.

"Ovviamente- commenta Bugamelli- quelle politiche che sono state adottate recentemente come gli incentivi fiscali all'innovazione, sono politiche sulla carta disegnate bene mentre la loro efficacia andrà verificata guardando ai numeri, come ad esempio le politiche per le startup innovative, l' industria 4.0".

In tutto ciò è importante sostenere anche il capitale umano: per l'utilizzo delle tecnologie servono lavoratori istruiti, competenti soprattutto dal punto di vista digitale e anche su questo diversi studi hanno dimostrato che il management italiano è di  qualità mediamente più bassa rispetto a quella di altri paesi in particolare nelle imprese più piccole.

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