Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

La cultura della sicurezza sul lavoro

L’altalena dei dati infortunistici propone, monotona, la sua triste oscillazione e i commentatori, altrettanto monotoni, azzardano commenti e spiegazioni, spesso di circostanza, come sottolinea il prof. Francesco Bacchini, Of counsel studio legale Lexellent
Significa qualcosa che nel bimestre gennaio/febbraio del 2017 siano morti 32 lavoratori in più rispetto agli stessi mesi dello scorso anno (127 contro 95) e che le denunce di infortuni sul lavoro (98.275) siano aumentate quasi del 2%?
E’ davvero difficile rispondere a una simile domanda, eppure, al di là dei luoghi comuni più gettonati – quali il destino avverso, la normativa al tempo stesso incompleta e ipertrofica, l’illegalità diffusa per l’assenza di vigilanza e repressione – la spiegazione è, a parer mio, tutt’altra, ben più seria e grave: manca un’adeguata cultura manageriale (e legale) nella gestione aziendale  della sicurezza e della salute sul lavoro la quale viene percepita come costo, possibilmente da tagliare, imposto dalla legge invece che come investimento capace di generare produttività e competitività e migliorare il business.
Tale deficit si evidenzia, nella pratica operativa, in un errato dualismo organizzativo, aziendale e della sicurezza, incapace di far coincidere la gestione del processo produttivo con la gestione delle misure di prevenzione e protezione e di funzionalizzare, anche nei documenti aziendali (DVR, procure, deleghe di funzioni, incarichi dirigenziali), quella che la sentenza Thyssen (Cass. civ. S.U. 18/09/2014, n. 38343) ha definito la “mappa della sicurezza in azienda”.
A scarseggiare, tuttavia, è anche la cultura individuale della prevenzione e della protezione del singolo lavoratore che, nella fierezza del suo ruolo e della sua mansione, spesso non riconosce il suo equipaggiamento (dpi e addestramento) come l’armatura di un moderno guerriero capace di proteggerlo così da impedirgli di morire in battaglia. 

 

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo