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La catena produttiva globale

La globalizzazione e l'innovazione tecnologica stanno "atomizzando", spacchettando i cicli produttivi in tantissime piccole fasi distinte. Ciò sta facendo sparire i lavori di routine nei paesi avanzati, creando nuove povertà. L'economista Michael Spence, all'interno del Festival dell'Economia di Trento,  illustra come la creazione di posti di lavoro in questi paesi è concentrata solo nei servizi non commerciabili e non è spesso associata a crescita di salari e produttività. Come e a che livello si possono governare questi processi e ridurne i costi sociali?
Spence ha svolto l'incarico di presidente della Independent Commission on Growth in Developing Countries (2006-2010 – durata della commissione), Philip H. Knight Professor Emeritus of Management ed ex preside della Graduate School of Business, Stanford University, professore di economia alla Stern School of Business, New York University e senior fellow di Hoover Institution a Stanford.
È stato insignito del Premio Nobel per l'Economia nel 2001 ed ha ricevuto la John Bates Clark Medal nel 1982. È consigliere dei governi di Cina e India in materia di crescita, sviluppo e cambiamenti strutturali. È senior advisor di Oak Hill Investment Management, una società di consulenza di PIMCO. Presiede inoltre l'Academic Council of the Fung Global Institute ed è membro del consiglio della Stanford Management Company. È, inoltre, membro dei consigli di amministrazione di diverse società private e pubbliche.

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