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La battaglia delle idee. Alle radici della crisi (e del futuro) dell`euro

La crisi dell’euro ha portato a un sovvertimento sismico nella distribuzione del potere all'interno dell’Europa. A partire dai problemi finanziari che hanno afflitto in modi e misure diverse Grecia, Irlanda, Spagna, Italia e altri paesi dell’eurozona, è venuta allo scoperto una guerra fra differenti filosofi e economiche, quella tedesca e quella francese, come illustra il libro "La battaglia delle idee. Alle radici della crisi (e del futuro) dell'euro" edito da Ube, e scritto da  Markus K. Brunnermeier, Harold James, Jean-Pierre Landau.

Alla prima fanno riferimento Austria e Finlandia (con Slovacchia e Polonia che sembrano più tedesche dei tedeschi), mentre la Francia è a volte vista come campione dell’Europa mediterranea. Uno scontro di idee e di ricette: regole vs. discrezionalità, responsabilità vs. solidarietà, austerità vs. stimoli alla crescita. Queste differenze avevano avuto un ruolo importante già a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, durante i negoziati di Maastricht. È stata proprio la crisi finanziaria globale a riaccendere il dibattito. I paesi creditori e debitori erano impegnati in un gioco strategico, gli uni e gli altri convinti che la controparte avesse tutto l’interesse a evitare il crollo del sistema; perciò la strategia di tener duro fino all'ultimo e spingersi sul ciglio del precipizio appariva plausibile e premiante. In questo modo, l’interazione tra le idee e la riflessione strategica sugli interessi ha condotto l’Europa a un passo dall'abisso. Per gli autori l’analisi delle differenze ideologiche può creare la possibilità di trovare un terreno comune, o quanto meno di comprendere meglio le posizioni altrui, contribuendo così alla soluzione della crisi.

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