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L’interdipendenza delle filiere produttive tra Mezzogiorno e Centro Nord

 L’interdipendenza delle filiere produttive tra Mezzogiorno e Centro Nord

Il grado di connessione che ha il tessuto produttivo della Campania con il Centro Nord, e in particolare con il Piemonte, è molto elevato, proprio sui settori più tipici del manifatturiero come automotive, aerospazio, agroalimentare e abbigliamento.

Ecco i principali punti emersi dalle ultime ricerche realizzate dal Banco di Napoli e SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo)*:

L’industria manifatturiera del Mezzogiorno pesa per valore aggiunto il 13% del dato nazionale. La cifra sale al 18% se si considerano le 4 principali filiere: Automotive, Aeronautico, Agroalimentare, Abbigliamento (denominate da SRM le 4A). Queste sono filiere lunghe con forti connessioni e rapporti tra le imprese lungo il Paese da Nord a Sud.
Concentrandosi su due regioni emblematiche delle filiere lunghe – Piemonte e Campania - entrambe rappresentano, rispetto alle loro macro aree di riferimento (Mezzogiorno e Nord-Ovest), circa 1/4 della popolazione, degli occupati, del valore aggiunto delle unità locali e delle esportazioni.
• Considerando solo il valore aggiunto manifatturiero la Campania rappresenta il 30,2% del Mezzogiorno e il Piemonte il 24,7% del Nord Ovest.
• Le 4A in Campania hanno un export in valore quasi doppio rispetto alla media italiana (4,9 miliardi circa il 52% del export manifatturiero regionale, contro il 28,4% dell’Italia); dato che si rivela alto anche per il Piemonte (17 miliardi pari al 40,5% del totale export manifatturiero regionale).
• Per ogni 100 euro investiti dalle imprese in Campania, si trattengono all’interno della regione 44,1 euro, mentre si producono effetti per 32,8 euro nelle altre regioni del Centro Nord e 13,7 nel resto del Mezzogiorno. La Campania ha quindi un elevatissimo grado di connessione con il Centro Nord.
• In Piemonte, per ogni 100 euro investiti dalle imprese, si trattengono all’interno della regione 45,3 euro, e si producono effetti per 42,1 nel resto delle regioni del Centro Nord.

 

Campania e Piemonte: esempi tipici delle filiere lunghe Nord/Sud 

• Nonostante l’evidente primato che ha l’industria manifatturiera del Centro Nord rispetto a quella del Mezzogiorno, questa mantiene comunque un peso significativo nel contesto nazionale, stimato in circa il 13% del valore aggiunto manifatturiero nazionale, dato che sale al 18% se si guarda esclusivamente alle 4 principali filiere (Automotive, Aeronautico, Agroalimentare, Abbigliamento).

Concentrandosi sulle due regioni emblematiche delle filiere lunghe Nord/Sud – Piemonte e Campania - entrambe rappresentano - rispetto alle loro macro aree di riferimento (Mezzogiorno e Nord-Ovest) - circa 1/4 della popolazione, degli occupati, del valore aggiunto delle unità locali e delle esportazioni.

• In particolare, in termini di valore aggiunto manifatturiero la Campania rappresenta il 30,2% del Mezzogiorno e il Piemonte il 24,7% del Nord Ovest.

• La Campania ed il Piemonte condividono, inoltre, la stessa specializzazione proprio sulle cosiddette “4A”, che riguardano sia i settori tradizionali come l’Alimentare, Abbigliamento, sia quelli più innovativi come l’Aeronautico e l’Automotive. Peraltro, entrambe sono dotate di un polo tecnologico specializzato nella produzione di aeromobili e veicoli spaziali.

 

Come si misura l’Interdipendenza tra le due economie regionali ?

• Esiste un’interconnessione forte tra l’economia del Nord e quella del Sud, la quale rende queste due parti del Paese largamente dipendenti l’una dall’altra più di quanto non avvenga, come “sistema Paese”, verso qualunque altro partner dell’Unione Europea.

• In Campania, per ogni 100 euro investiti dalle imprese, si trattengono all’interno della regione 44,1 euro, mentre si producono effetti per 32,8 euro nelle altre regioni del Centro Nord e 13,7 nel resto delle regioni del Mezzogiorno (9,3 euro è il valore delle importazioni).

• In Piemonte, per ogni 100 euro investiti dalle imprese, si trattengono all’interno della regione 45,3 euro, mentre si producono effetti per 42,1 nel resto delle regioni del Centro Nord e 3 euro nel Mezzogiorno (9,5 euro è il valore delle importazioni).

• Da questi dati emerge che: le due regioni hanno un livello simile di capacità endogena di creare ricchezza al proprio interno; gli investimenti in entrambe le regioni hanno un effetto a cascata prevalentemente nel Centro Nord.


Le filiere lunghe nelle due Regioni: valori caratteristici ed interdipendenze produttive

• La forza di queste filiere e meta-distretti “interconnessi” risiede, in primo luogo, anche nella spiccata tendenza all’internazionalizzazione.

• Il peso dell’export sul settore manifatturiero in Campania e nel Piemonte di queste filiere è molto rilevante: complessivamente le 4A esprimono un export che in valore è quasi doppio rispetto alla media italiana per la Campania (pari a circa 4,9 miliardi circa il 52% del export manifatturiero regionale – contro il 28,4% dell’Italia) ed è comunque molto alto per il Piemonte (circa 17 miliardi pari al 40,5% del totale export manifatturiero regionale).

• Le filiere dell’Aeronautico, dell’Automotive, dell’Agroalimentare e quella dell’Abbigliamento Moda hanno inoltre, un effetto di attivazione della produzione endogena che - in entrambe le regioni - è molto significativa ed hanno anche un rilevante effetto indotto nell’ambito della propria filiera.

• In questi settori del manifatturiero esistono quindi filiere lunghe, ossia filiere i cui processi produttivi si sviluppano lungo tutto il Paese da Nord a Sud con già elevati livelli di interdipendenza. Occorre sostenere questi processi di rafforzamento dei legami produttivi perché queste filiere rappresentano l’ossatura di tutto il sistema manifatturiero italiano dove si evince un significativo contributo del manifatturiero del Mezzogiorno. Questo nell’interesse delle imprese di entrambe le regioni. Dalle sinergie si rafforzano entrambe i tessuti produttivi regionali.

• Tra l’altro diversi dati sull’analisi dei distretti e sulle caratteristiche delle imprese delle filiere dimostrano come il gap tra Nord e Sud che caratterizza il dualismo dell’economia italiana, si riduce molto o spesso si annulla completamente all’interno delle filiere dove le caratteristiche e le performances delle imprese sono simili, indipendentemente dalla loro collocazione geografica.

La rilevanza delle filiere delle 4A

La filiera Agroalimentare. Nel Piemonte si rilevano 4.171 imprese attive, pari al 10,7% del manifatturiero (ed al 7,2% dell’Italia), quasi 38.000 addetti e 4.335 mln di export pari mentre in Campania si contano quasi 6.000 imprese attive (pari al 15,5% del manifatturiero ed al 10,2% dell’Italia), oltre 32.000 addetti e 2.328 mln di € di export che pesano quasi un quarto delle esportazioni manifatturiere della regione.In riferimento alle interconnessioni produttive generate dalla filiera agroalimentare, entrambe le regioni si caratterizzano per una capacità di ricchezza esogena attivata dagli investimenti simile: 62,9% per il Piemonte e 61,7% per la Campania per ogni 100 euro di investimento realizzato in ciascuna regione. Si tratta comunque di una percentuale elevata che lascia intendere un legame rilevante tra ogni singola regione ed il resto dell’Italia.

La filiera Automotive. Il Piemonte presenta 528 imprese attive, pari quasi ad un quarto dell’Italia, occupa oltre il 50% degli addetti del settore italiani (82.860 addetti) ed esporta 8.831 mln di €, pari al 20,7% delle esportazioni manifatturiere della regione. Il Piemonte è tra le regioni europee con la maggior concentrazione dell’industria automobilistica ed un’eccellente capacità creativa dei suoi artigiani tanto da riuscire a soddisfare sia la produzione di massa sia quella particolareggiata e determinata dalla richiesta di pezzi unici o prototipali.
Per la Campania si contano 110 imprese attive (4,7% dell’Italia) e 152 unità locali (5,1% dell’Italia). La differenza tra numerosità di imprese attive e unità locali è dovuta alla presenza di diverse realtà produttive la cui sede legale non è localizzata nella regione. Differenza ancora più evidente in termini di addetti, 3.603 quelli relativi alle imprese attive che arrivano a 10.644 se si considerano gli addetti alle unità locali.
Il legame produttivo della filiera automotive tra la Campania ed il Piemonte è senz’altro dovuto alla presenza storica della FCA nel sito industriale di Pomigliano d’Arco. La quota di ricchezza esterna attivata da investimenti effettuati nel settore Automotive campana è del 60% , mentre nel Piemonte è del 55,3%.

La filiera Aeronautica. Nella regione Piemonte il settore presenta 27 imprese (15,6% dell’Italia) e 48 unità locali (16,3% dell’Italia). Il settore occupa 4.137 addetti presso le imprese attive. Per la Campania si rilevano 33 imprese, pari al 20% dell’Italia, 57 unità locali (19,3% dell’Italia) e 1.147 milioni di export (12,1% dell’export manifatturiero della regione). Il settore occupa quasi 2.500 addetti presso le imprese attive, numero che più che triplica se considerano gli addetti alle unità locali, 7.805 pari al 22,3% dell’Italia. L’Aviazione Civile e quella Generale rappresentano i comparti sviluppati e storicamente più radicati, ma non sono da trascurare nemmeno il settore delle revisioni e manutenzioni (MRO), il comparto spazio e difesa e quello elicotteristico. Anche per la filiera aeronautica, la presenza di importanti gruppi industriali come ad esempio Alenia Aermacchi, Avio, spinge ulteriormente i rapporti produttivi interregionali con degli indicatori simili a quanto osservato per il settore Automotive. Nello specifico la capacità esogena di ricchezza della Campania è del 62% mentre nel Piemonte è di quasi il 56%.

La filiera Abbigliamento-moda. Il Piemonte presenta 2.497 imprese attive (7,4% dell’Italia), 27.878 addetti (5,9%) e 3.126 milioni di € di export mentre nella regione Campania si contano 4.752 imprese attive (7,8% dell’Italia), 26.871 addetti (5,7%) e 1.110 milioni di € di export pari quasi al 12% del manifatturiero regionale. La capacità esogena di ricchezza è maggiore in Campania (70 contro 59,6) il che lascia intendere l’elevata interconnessione della regione con le altre aree geografiche.
 


*dati presentati nel corso del convegno di studio, organizzato da Banco di Napoli e SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), dal titolo “L’interdipendenza delle filiere produttive tra Mezzogiorno e Centro Nord. Automotive, Aeronautico e Agroalimentare: convergenze e sinergie tra Piemonte e Campania”-20 novembre 2015.

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