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L’Italia e l’educazione finanziaria: il Rapporto OCSE-PISA 2012

 L’Italia e l’educazione finanziaria: il Rapporto OCSE-PISA 2012

Il primo Rapporto OCSE-PISA 2012 sulle competenze finanziarie dei giovani, realizzato con un questionario sottoposto ai ragazzi con questioni/domande di crescente complessità, evidenzia che i quindicenni italiani hanno un’alfabetizzazione finanziaria inferiore a quella dei coetanei dei paesi OCSE partecipanti. Oltre uno studente su cinque non raggiunge un livello “di base” di competenze, quello necessario ad applicare le conoscenze e i concetti finanziari comuni e prendere decisioni finanziarie in ambiti che sono direttamente rilevanti per il soggetto.

Il rapporto definisce l’alfabetizzazione finanziaria come“la conoscenza e la comprensione dei concetti e dei rischi finanziari unite alle competenze, alla motivazione e alla fiducia in se stessi per utilizzare tale conoscenza e comprensione al fine di prendere decisioni efficaci in un insieme di contesti finanziari, per migliorare il benessere finanziario delle singole persone e della società e consentire la partecipazione alla vita economica”.
 

L’alfabetizzazione finanziaria è inferiore a quella che ci si potrebbe aspettare basandosi sulle competenze in matematica e lettura degli stessi studenti. Considerate le crescenti difficoltà nelle scelte finanziarie future, questo pone i nostri giovani in una posizione di debolezza.

Ecco cosa caratterizza il contesto italiano:

Divario Nord/Sud: Il grado di alfabetizzazione finanziaria presenta divari fra Nord e Sud: Veneto e Friuli Venezia Giulia si collocano (appena) sopra la media OCSE, mentre in Calabria, Sicilia e Campania i giovani dispongono di competenze basse.

Le differenze di genere. L’Italia è l’unico paese tra quelli partecipanti alla rilevazione in cui emergono differenze significative nel punteggio medio tra maschi e femmine: le ragazze hanno un livello minore di alfabetizzazione.

Le differenze nei risultati ottenuti dagli studenti all’interno del Paese sono spiegate in buona parte dalle competenze matematiche e di lettura, dal genere dello studente, e in misura molto contenuta dallo status socio-economico della famiglia. Quest’ultimo aspetto è in linea di principio indice di minori diseguaglianze nelle opportunità di apprendimento tra le classi sociali; si realizza però in un contesto di appiattimento verso i livelli più bassi di competenza. I risultati dell’indagine OCSE-PISA sul 2012 evidenziano l’esigenza di intervenire e, in tal senso, negli ultimi anni sono stati avviati diversi interventi da molti attori come  la Banca d’Italia in collaborazione con il MIUR.

E nel resto del mondo?

L’indagine Pisa del 2012 ha previsto una valutazione del livello di alfabetizzazione finanziaria degli studenti, la prima valutazione internazionale di questo tipo: circa 29 mila studenti di 18 Paesi ed economie dell’Ocse e partner , rappresentativi di circa 9 milioni di quindicenni ,hanno partecipato all’indagine.

Ecco cosa è emerso dall’indagine:

-In media nei 13 Paesi dell’OCSE che hanno partecipato all’indagine PISA sull’alfabetizzazione finanziaria, il 10% degli studenti sa analizzare prodotti finanziari complessi e risolvere problemi finanziari non comuni, mentre il 15% sa, nel migliore dei casi, prendere semplici decisioni per le spese di ogni giorno e riconoscere l’uso al quale sono destinati i documenti finanziari più diffusi, come per esempio una fattura.

-In 17 Paesi ed economie partecipanti su 18, in media i maschi e le femmine mostrano competenze simili in materia di alfabetizzazione finanziaria. Tuttavia, tra gli studenti che ottengono risultati simili in matematica e lettura, i maschi ottengono migliori risultati alle prove di alfabetizzazione finanziaria rispetto alle femmine in 11 Paesi ed economie su 18 esaminati.

-Il livello di competenze finanziarie è molto vario, sia tra i diversi Paesi/economie, sia all’interno di ciascun Paese ed economia. In media, gli studenti di Shanghai (Cina) ottengono i risultati più alti alle prove di alfabetizzazione finanziaria, con un punteggio medio di 603 punti, ossia 103 punti in più rispetto alla media dell’area dell’Ocse. In media, anche in Australia, comunità fiamminga del Belgio, Estonia, nuova Zelanda, Polonia e Repubblica ceca gli studenti ottengono punteggi superiori alla media dell’Ocse. Tra i Paesi dell’Ocse, 75 punti nella scala Pisa – che equivalgono a un intero livello nella scala di competenze – separano i Paesi/economie che ottengono i migliori e i peggiori risultati, mentre tra tutti i Paesi ed economie partecipanti, la differenza tra i migliori e peggiori risultati medi supera 225 punti. Tuttavia, solo una piccola percentuale (16%) delle differenze tra Paese nei punteggi medi di alfabetizzazione finanziaria è ascrivibile alla ricchezza dei Paesi.

I prodotti e i servizi finanziari diventano sempre più complessi e i giovani di oggi dovranno probabilmente prendere un numero maggiore di decisioni finanziarie durante la propria vita rispetto ai loro genitori. Gli studenti che giungono al termine della scuola dell’obbligo sono già consumatori di prodotti finanziari: molti di essi sono titolari di conti correnti, utilizzano servizi di pagamento on line o un telefonino prepagato. Molti stanno per decidere, con i propri genitori, se continuare nell’istruzione superiore e, in caso affermativo, dovranno decidere come finanziare il proseguimento degli studi. Tuttavia, c’è da chiedersi se oggi i quindicenni stiano acquisendo le conoscenze e le competenze necessarie in materia finanziaria per la loro futura vita di adulti.

Da sottolineare che l’alfabetizzazione finanziaria è una competenza diversa da quelle in matematica e lettura sebbene le competenze in matematica e lettura siano strettamente correlate all’alfabetizzazione finanziaria, un livello alto di competenze in una delle due discipline non significa necessariamente un livello alto di alfabetizzazione finanziaria.

In generale dal Rapporto Ocse-Pisa 2013, emerge come più un singolo individuo è capace di comprendere i concetti e i prodotti finanziari, più sarà capace di prendere decisioni finanziarie consapevoli. Tali decisioni non incidono solo sulle singole famiglie ma anche sulla salute economica della società in senso lato.

http://www.oecd.org/pisa/keyfindings/pisa-2012-results-volume-vi.htm

 

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