Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

John Maynard Keynes. Un manifesto per la "buona vita" e la "buona società"

I libri di testo di economia non forniscono una visione corretta delle teorie di Keynes, riconducendo la sua eredità alle teorie della crescita e degli investimenti, al modello di equilibrio generale e al rilancio dello stato del benessere. Questo è il pensiero alla base dello scritto di Jesper Jespersen “John Maynard Keynes. Un manifesto per la buona vita e la buona società” a cura di Bruno Amoroso, edito da Castelvecchi. Il grande economista della Teoria Generale, secondo l’autore, è stato ridotto all’assunto che la causa della disoccupazione risieda nella rigidità dei salari monetari. Al contrario, sostiene Keynes, è l’assenza e imprevedibilità della domanda a causare l’instabilità del mercato, mentre gli economisti neoclassici sostengono che l’offerta genera la sua domanda e il sistema di mercato si autoregola.
A seguito della crisi economica che ha colpito il mondo occidentale, il pensiero e le teorie di Keynes, contenute all’interno della sua più compiuta elaborazione, "Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta" del 1936, sono entrate a far parte del dibattito economico odierno. La realizzazione di un progetto politico per la «buona vita» e la «buona società», vede l’economia e la piena occupazione come i mezzi per raggiungerle, al contrario del sistema capitalistico che fa perno su l’instabilità del mercato e le ineguaglianze economiche.

E non si può trattare di Keynes, senza far riferimento alla sua idea di incertezza: non esiste un modello socio-economico in grado di prevedere il futuro. In tale visione Keynes si discosta totalmente dall'Homo oeconomicus, teorizzato dai neoclassici, l'uomo che, essendo in grado di analizzare e prevedere nel modo migliore la situazione e i fatti del mondo circostante, persegue come obiettivo la massimizzazione del proprio benessere definita dalla funzione di utilità. Il futuro è incerto, e mai come ora, dinanzi alle sfide che l’Europa si trova ad affrontare, la filosofia sociale di Keynes può costituire uno straordinario contributo nella direzione di una politica coordinata e solidale, che rispetti le diversità e le situazioni dei singoli Paesi.

Jesper Jespersen
Professore di economia politica dell`Università di Roskilde in Danimarca. È tra i più noti macroeconomisti keynesiani scandinavi. Membro della Commissione Danese per l`Euro, della Commissione Alternativa per la Riforma del Welfare, ed è presidente della Rete degli economisti keynesiani.
 

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo