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Intelligenza artificiale e lavoro

La quarta rivoluzione industriale è certamente guidata da un'innovazione tecnologica molto potente che ha sostanzialmente ha due caratteristiche: da una parte sostituisce il lavoro fisico,  ma anche intellettuale. Questo sta determinando in tutto il mondo un panico che i robot ci ruberanno il lavoro e che prenderanno il comando anche nelle cose più complicate. Questo è quanto ci illustra Federico Butera, prof. emerito di Scienze dellìOrganizzazione all'Università di Milano Bicocca.

In realtà questo panico è stato già presente nel 1984 quando l'uffcio internazionale del lavoro di fronte allo sviluppo della terza rivoluzione industriale, voleva cercare di capire se effettivamente le macchine avrebbero sostituito gli uomini: questo non è venuto e non avverrà neanche adesso perché esistono una serie di azioni che devono e possono essere messa in campo per utilizzare tutta la potenzialità della tecnologia e fare in modo tale che queste accompagnino gli uomini e il lavoro in maniera da poter potenziarne l'attività.

La quarta rivoluzione industriale è fatta di tre pilastri: la tecnologia, il ridisegno delle organizzazioni che diventeranno più flessibili, più reticolari è più capaci di rispondere a obiettivi più complicati e contrastanti come la produttività, la sostenibilità, la qualità della vita delle persone. Questa innovazione organizzativa sta prendendo un accelerazione molto importante  e sarà sostenuta dalle possibilità che le tecnologie stanno determinando; dall'altra parte una riconcezione del lavoro quello che sta avvenendo non è soltanto che rimarrà lasciato libero dalle tecnologie.

Il lavoro verrà ripensato e sarà basato sulla conoscenza, sulla responsabilità, sul senso del challenge, sul senso di comunità. quindi quello che sarà in vigore è una serie di modifiche profonde anche della stessa concezione del lavoro. Questo non avverrà per caso, ma attarverso delle politiche che consentano di vedere il futuro, di programmare le azioni necessarie in questa rivoluzione industriale e dall'altra di progettare le città, le imprese, le pubbliche amministrazioni , il lavoro, sicuramente un'impresa molto complessa che richiederà la collaborazione di soggetti diversi, spesso in conflitto tra di loro ma che dovranno combinare progetto e conflitto.

I soggetti coinvolti in questo processo saranno gli imprenditori, le istituzioni, la scuola, i sindacati e soprattutto le persone, che in questo pocesso non si troveranno alla fine una situazione cambiata, ma dovranno essere presi in considerazione per le loro competenze e i loro vincoli.

Spingere soltanto le tecnologie non sarà sufficiente, ma modificare l'organizzazione vuol dire aiutare e supportare soprattutto quelle più deboli come le piccole e medie imprese. La scelta di investire in tecnologie usabili anche da chi non ha risorse economico-finanziarie, come ad esempio le piccole e medie imprese è molto importante. Ma soprattutto in questa transizione tra quello che noi abbiamo e quello che avverrà, ci saranno persone che perderanno il lavoro. Quindi da questo punto di vista delle azioni di sostegno a queste persone come il reddito il di inclusione e di cittadinanza devono accompagnare questa transizione.

Una parte fondamentale di queste politiche è la formazione continua che accompagni le persone in questa trasformazione, che le aiuti a fronteggiare ad abilitare le persone ad un lavoro che sarà sempre più ibrido cioè composto da capacità normali e capacità tecnologiche e soprattutto un intervento massiccio sulla scuola: dalle elementari fino all'università.

 

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