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Il Viceministro dell`Economia Enrico Morando sull`accesso al credito

La crisi economica degli ultimi anni ha messo a dura prova la struttura finanziaria delle imprese italiane, evidenziando le limitazioni del sistema di finanziamento delle medesime che, normalmente, si affidano prevalentemente al credito offerto dal sistema bancario.L’aggravarsi e il protrarsi della crisi economica ha reso estremamente difficoltoso l’accesso al credito bancario da parte delle aziende. A riguardo il Viceministro dell’Economia e delle Finanze Enrico Morando, da noi intervistato nel corso del Festival dell’Economia di Trento, ritiene che occorra lavorare affinché, attraverso operazioni di riforma del mercato finanziario, sia possibile orientare verso le piccole e medie imprese, che caratterizzano il tessuto produttivo italiano, una quota significativa del risparmio delle famiglie, senza passare per la mediazione delle banche. Inoltre occorre ridurre, attraverso interventi sul versante della garanzia, il rischio che induce le banche a non fare credito ad imprese che non abbiano una valutazione del merito di credito eccellente. Da questo punto di vista l’uso dei Fondi di garanzia resta la misura più significativa. Infine possiamo associare le banche in un’operazione di sostegno ai cosiddetti “minibond” varati dal governo Monti nel settembre del 2012 con il decreto Sviluppo Italia, e rafforzati dal governo Letta a fine 2013 con il decreto Destinazione Italia. I Mini Bond sono uno strumento di finanziamento per le piccole e medie imprese italiane che può consentire a queste di finanziare i propri progetti di sviluppo al di fuori del sistema bancario. Le PMI infatti possono raccogliere i finanziamenti necessari per gli investimenti emettendo i minibond. In questo modo, secondo Morandi, è possibile attrarre capitali del risparmio delle famiglie verso le imprese con una mediazione delle banche. Da questo di vista la cartolarizzazione, cioè la cessione di attività o beni di una società, attraverso l'emissione ed il collocamento di titoli obbligazionari, può avere una valenza positiva, se gestita con le dovute modalità, al contrario di come è avvenuto all'inizio della crisi.

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