Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Il vetro di Murano: tecnologia e lavoro prima della Rivoluzione Industriale

scarica il pdf dell'articolo scarica il pdf

La storia di per sé non ci offre nessuna lezione, ma se volgiamo uno sguardo critico possiamo renderci conto del perché alcuni dei fenomeni contemporanei siano così complessi e così difficili da governare: sono il prodotto di una segmentazione di conflitti di secoli.

Tra 1400 e 1800, i pregiati vetri di Murano furono al centro di trasformazioni di grande portata in risposta all'apertura di nuovi mercati coloniali e alla nascita di nuovi centri produttivi in Boemia e in Inghilterra. La tradizione veneziana venne così mutando rapidamente, in direzioni poco note ma degne di rilievo.

In particolare sono tre gli aspetti che Francesca Trivellato, che insegna Storia dell’Europa moderna alla Yale University, mette in evidenza rispetto ai temi discussi quest'anno al Festival dell'economia di Trento legati a lavoro e tecnologia:

  1. Nel periodo pre-industriale di produzione artigianale, il mutamento tecnologico era quasi infinitesimale rispetto alle rivoluzioni tecnologiche successive dell'800 del 900 e della prima parte del XXI secolo. Ma erano mutamenti tecnologici importanti, soprattutto non governati dalla corporazione di mestiere in modo collettivo, ma che mettevano una ditta produttrice contro l'altra. C'era molta competizione tra le singole aziende: ad esempio quando le figlie dei maestri vetrai o dei padroni di fornaci a Murano si sposavano, spesso portavano in dote i cosiddetti ricettari, cioè quaderni nei quali i loro padri o fratelli avevano notato i segreti dell'arte del vetro della loro azienda;
  2. Questo mutamento tecnologiche e questa competizione era legata già dal '600- '700 al fenomeno della cosiddetta Proto-Globalizzazione: Venezia venne a trovarsi in competizione con altri Stati europei e quando Boemia ed Inghilterra alla fine del '600 si produsse del vetro di altissima qualità, con materie prime molto meno costose di Murano, Venezia si trovò a dover ristrutturare le proprie industrie: venne a crearsi una polarizzazione del settore vetraio veneziano tra una piccola fetta alta di lusso è un enorme produzione di prodotti a basso costo, in particolare specchietti di piccole dimensioni e una grande quantità di perline di vetro. Questi prodotti erano destinati ai mercati coloniali soprattutto nell'Africa occidentale per l'acquisto di schiavi destinati al continente americano o in Nord America scambiati con le popolazioni indigene.
  3. L'enorme espansione delle produzioni di basso costo fu fatta grazie agli immigrati e  alle donne cioè le persone che lavoravano e producevano questi prodotti: erano le fasce, i gruppi sociali meno protetti dalla corporazione di mestiere.

Quindi vediamo che questi fenomeni di diseguaglianze economiche e sociale e anche del valore simbolico attribuito a certi mestieri, risalgono a molti secoli fa e forse dobbiamo essere più coscienti di quanto sia difficile governare questi fenomeni oggi, proprio perché l'eredità che hanno alle spalle è immensa.

Per approfondire "Fondamenta dei vetrai" di Francesca Trivellato (edizione Donzelli- anno 2000)

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo