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Il salario minimo in Italia

Il tema del salario minimo, come sottolinea l'avv. giuslavorista Francesco Rotondi, founding partner di LabLaw, è emerso recentemente con la sentenza sui raiders di Foodora. ll tribunale del lavoro di Torino ha respinto il ricorso, primo del genere in Italia, di sei fattorini in bicicletta che hanno intentato causa contro Foodora, società tedesca di food delivery, contestando l’interruzione improvvisa del rapporto di lavoro dopo le mobilitazioni del 2016 per ottenere diverse condizioni di impiego.
Tale sentenza, non ha determinato se e quanto dovessero esser pagati questi lavoratori ma ha  che il rapporto di lavoro di questi raiders non fosse subordinato, e pertanto tutta la polemica afferente al salario minimo con riferimento ai raiders, e ai lavoretti della gig economy,  è assolutamente imprecisa e irrilevante.
Invece il discorso è più afferente al panorama dei lavoratori che sono divisi tra coloro che sono assoggettati alla contrattazione collettiva  e quindi ad uno specifico contratto di lavoro che prevede dei minimi salariali al di sotto dei quali è impossibile andare e ad un’altra platea di lavoratori che non sono assoggettati alla contrattazione collettiva e pertanto ad essi non si applicano quei minimi contrattuali.
Perché non sarebbe interessante metter per legge un valore minimo dell’ora-lavoro: il no. sottolinea l'avv. Rotondi, viene ovviamente dalle organizzazioni sindacali datoriali e dei lavoratori, in quanto verrebbe tolto loro un elemento fondamentale: la determinazione del salario minimo  e quindi ci si interrogherebbe anche dell’ opportunità o meno della associazione datoriale da una parte e sindacale dall’altra.
Perché in realtà la giurisprudenza ha sempre ritenuto che il valore minimo salariale fosse riferito a quello che le parti sociali inseriscono nei contratti collettivi, e quindi è inutile e inopportuno, dall’altra parte perché la cosiddetta “contrattazione pirata” non si basa sulla violazione del minimo salariale, ma semmai elabora delle logiche diverse sugli altri elementi  retributivi accessori. 
Perché invece si dovrebbe essere favorevoli? Secondo l’avv. Rotondi, perché avremo per legge  un minimo inderogabile, facendo saltare qualsiasi logica di violazione. Inoltre perché le imprese potranno decidere come porsi di fronte a questa alternativa e poi perché ci sarebbe una grandissima chiarezza.

L’avv. Rotondi conclude sottolineando: “Il minimo salariale è per legge inderogabile, ma deve avere una diretta connessione al territorio, riferendoci in tal senso al costo del lavoro del territorio, al costo di vita del territorio”.

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