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Il modello di business dei big pharma negli Usa

L’impresa farmaceutica, racchiusa sotto il nome di Big Pharma, sono l’oggetto di interesse della teoria dell’impresa innovativa di William Lazonick, economista dell'Università del Massachusetts a Lowell. Negli Stati Uniti, sottolinea Lazonick, le medicine costano il doppio e l’industria farmaceutica giustifica questo parlando di investimento in innovazione per produrre medicine per migliorare la qualità della nostra vita. In realtà negli Stati Uniti le multinazionali come Big Pharma non sviluppano più nuovi farmaci, ma acquisiscono altre aziende farmaceutiche che brevettano farmaci.
Il professor Lazonick basa la sua teoria sul processo innovativo, anche se le aziende che sposano questo progetto si trovano spesso in difficoltà a causa del costo elevato dell’innovazione, ma nel momento in cui si raggiunge un prodotto di qualità, l’orizzonte è quello di ammortizzare i costi fissi. 
Altro punto sui cui si concentra la teoria di Lazonick è la paga dei top manager, basata per la stragrande maggioranza sulle azioni, incentivando i manager a fare buyback delle azioni (riacquisto delle proprie azioni da parte di una società), che hanno l’effetto di spingere verso l’alto il prezzo delle azioni stesse. Il tutto passa dall’assenza di regolamentazione sui prezzi dei farmaci negli Stati Uniti e alla conseguente possibilità di tenere i prezzi altissimi. Questo meccanismo, però, alla lunga rende più fragili le aziende stesse, perché mina il loro incentivo a investire in persone, innovazione e produttività.
Lazonick punta il dito contro la teoria della massimizzazione del valore dell’azionista (MVS), messa a punto nei primi anni Ottanta dal professor Micheal C. Jensen, ad Harvard.  L’idea di base è che per rendere i mercati efficienti, sia necessario tirare fuori il free cash flow dalle aziende (il flusso di cassa disponibile per gli azionisti e i finanziatori, rappresentato dall’effettivo flusso monetario generato da una azienda o divisione), e investirlo in modo più efficiente. Lazonick rifiuta l’immagine di azionista come unico soggetto che si prende un rischio e che in nome di questo assume il controllo delle aziende: gli azionisti possono uscire rapidamente dalle aziende, mentre un rischio se lo prendono i contribuenti che finanziano le infrastrutture per la ricerca e i lavoratori che fanno crescere la produttività. Nel modello della massimizzazione del valore per gli azionisti, gli interessi degli azionisti sono di breve termine e non coincidono con quelli della società. Applicato all’industria farmaceutica, tale approccio, danneggia il processo tradizionale di creazione di farmaci di alta qualità ed è  "l'ideologia più dannosa che sia stata messa in pratica" secondo Lazonick che al contrario, propone la teoria di un’impresa innovativa, che presenta tre caratteristiche: 

-incerto: parte da una ricerca che potrebbe portare risultati o meno; 
-collettivo si basa sul un lavoro di team;
-cumulativo, richiede tempo e si basa su ricerche anche di base. 
 

 

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