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Genitorialità condivisa per una maggiore presenza delle donne nel mondo del lavoro

In Italia una donna su due non lavora e in Europa solo Malta sta peggio dell’Italia nella classifica dell’occupazione femminile, una perdita che, secondo il Fondo Monetario Internazionale, è pari al 15% del Pil. il 30% delle donne dopo la nascita del figlio lascia il lavoro e, all'interno del Global Gender Gap 2016, del World Economic Forum, l'Italia è scesa alla 50esima posizione. Tali dati fanno emergere un quadro allarmante per quanto concerne la presenza femminile nel mondo del lavoro, con un tasso di occupazione che si attesta intorno al 48%.

Questa situazione si rivela essere drammatica, secondo il punto di vista della vice presidente del Senato Valeria Fedeli, "soprattutto se si tiene in considerazione il fatto che più donne sono presenti all’interno del mercato del lavoro, più l’economia ha la possibilità di crescere”.
La discriminazione nasce in primo luogo da un qualcosa che invece dovrebbe essere una straordinaria ricchezza: la maternità. “Questo non può diventare un elemento che frena la partecipazione al mondo del lavoro- commenta l’on. Fedeli- dobbiamo fare molti interventi, ma ce ne è uno fondamentale su cui dall’anno scorso si sta lavorando e cioè la condivisione della genitorialità”.

Il congedo di paternità


Il riferimento è al congedo di paternità obbligatorio, cioè l'astensione dal lavoro da parte del neo papà. "Il termine obbligatorio – sottolinea l’on. Fedeli- serve per far capire che corrisponde allo stesso valore del congedo obbligatorio di maternità: la condivisione della genitorialità tra padre e madre è un elemento assolutamente necessario, utile non solo alle persone coinvolte ma anche per dare valore alla paternità dentro la nostra società".
L'on. Fedeli, ritiene che occorre implementare anche una cultura differente nelle imprese: "Occorre cambiare quella ostilità strisciante, sotterranea, che purtroppo le donne vivono quando aspettano un figlio, e quando rientrano dalla maternità nell’azienda. Questo è un elemento concreto che può muovere diversamente e far superare quel gap verso l’occupazione femminile".

L'importanza della condivisione anche in azienda


Il tema della condivisione però, non deve essere rilegato solo all'aspetto della vita privata. Infatti, come sottolinea l'on. Fedeli, è presente anche all’interno delle aziende, soprattutto in quelle più competitive, nel momento in cui vengono utilizzate le competenze sia delle donne che degli uomini. In tal senso- sottolinea l'on. Fedeli- "affrontando anche il tema della diversity tra i due apporti, c’è una maggiore produttività, una maggiore capacità sia delle donne che degli uomini, in materia di multitasking. Anche gli uomini nella paternità, acquisicono tale  capacità, di saper essere anche più produttivi e più dentro anche nei processi aziendali".

La bassa natalità e il mercato del lavoro

Nel 2015 le nascite in Italia sono state 485.780, quasi il 16% in meno rispetto al 2008. Tra gli elementi che penalizzano il desiderio di maternità vi è il mercato del lavoro: il tasso di occupazione delle donne con figli è, per tutte le età fertili, sistematicamente più basso di quello delle donne senza, mettendo in evidenza quanto poco il mercato del lavoro contempli la conciliazione familiare.  "L'Italia è un Paese che fa pochi figli- commenta l'on. Fedeli- e questo vuol dire che persistono elementi di forte precarietà e di forte ostacolo a restare nel mercato del lavoro, se non ad essere espulsi dopo una gravidanza. Questa legislatura ha voluto superare questa visione, togliendo tutti gli ostacoli che discriminano il lavoro delle donne, affermando il contrasto in modo molto concreto e profondo alle dimissioni in bianco".

La condivisione al centro di tutto


"Occorre rimettere al centro la condivisione nella politica, nelle istituzioni, nel lavoro così come nella vita personale. Condividere donne e uomini, le diverse responsabilità e le diverse scelte, crea una società migliore, più utile alla crescita, più utile alla convivenza civile. Ed è quello che ci dicono anche gli obiettivi del nuovo millennio, firmati nel settembre del 2000 dall’Onu e terminati a settembre 2015, tra i quali è presente anche la parità di genere, che- conclude l'on. Fedeli- non è altro che avere la condivisione nel rispetto delle differenze, perché le differenze sono un valore, la maternità e la paternità sono un valore che deve essere condiviso e socialmente sostenuto".

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