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Garanzia Giovani: occasione per i giovani disoccupati

 Garanzia Giovani: occasione per i giovani disoccupati

Il nuovo programma della UE mette a disposizione dell’Italia 1,4 miliardi di euro, la somma tra il budget stanziato dall’Unione Europea (536 milioni di euro), con il finanziamento dello Stato e delle Regioni, con l’obiettivo di sostenere 900 mila ragazzi tra i 15 ed i 24 anni. In base ai dati ISTAT del dicembre scorso, sono ormai oltre il 41% i ragazzi (15-24 anni) senza occupazione, per non parlare della condizione dei giovani che non studiano e che non lavorano, i cosiddetti Neet (Not in Education, Employment or Training) che nel 2012 erano già oltre 2 milioni nella fascia d'età 15-29 anni, pari al 23,9% del totale. Un dato che vede l’Italia significativamente indietro rispetto a Germania (9,6%), Francia (15%) e Regno Unito (15,4%) e migliore solo della Grecia (27,1%) e della Bulgaria (24,7%). In questo video ascoltiamo a riguardo, il Ministro del Lavoro uscente Enrico Giovannini.


Una situazione di emergenza per l’Italia, a cui vuole fare fronte Garanzia Giovani, un programma promosso dall’Europa attraverso la Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 22 aprile 2013, che prevede che i giovani ricevano un’offerta di lavoro, di prosecuzione negli studi oppure di apprendistato o di tirocinio entro i quattro mesi successivi dal momento in cui hanno conseguito il titolo di studio oppure dall’inizio del periodo di disoccupazione. Il programma concorre al raggiungimento di alcuni obiettivi della strategia Europa 2020: garantire l’occupazione del 75% delle persone di età compresa tra 20 e 64 anni, evitare che gli abbandoni scolastici superino il 10% e sottrarre almeno 20 milioni di persone alla povertà e all'esclusione sociale. Tutti i Paesi dell’UE, e in via prioritaria quelli con un tasso di disoccupazione giovanile superiore al 25%, per il periodo 2014-2020 riceveranno finanziamenti per l’attuazione di politiche attive di istruzione, formazione e inserimento nel mondo del lavoro a favore dei giovani e per l’Italia si prevede un finanziamento di circa 1,4 miliardi di Euro, al cui concorso parteciperanno la Youth Employment Initiative, il Fondo Sociale Europeo e risorse nazionali per sostenere circa 900 mila ragazzi tra i 15 e i 24 anni. In questo contesto si inserisce l’iniziativa di Gi Group Academy - la fondazione di Gi Group, prima multinazionale italiana del lavoro, nata per promuovere lo sviluppo della cultura del lavoro, che ha pubblicato il volume “Garanzia Giovani. Politiche attive per l’occupazione giovanile”, edito da Gi Group Academy con GueriniNext Editore. Nel volume si evince come in Italia siano state destinate finora poche risorse alle politiche attive: nel 2011 circa 4,7 miliardi di euro, di cui solo 376 milioni alla formazione professionale rispetto ai 652 milioni nel 2005. Uno stanziamento davvero limitato rispetto ai 30,6 miliardi di euro dedicati alle politiche passive, di cui circa 20,7 miliardi per la disoccupazione contro i 9,5 miliardi del 2005.

"Se il progetto della Garanzia Giovani, e in particolare la sperimentazione del contratto di ricollocazione, avranno pieno successo, si può sperare che i vantaggi erariali conseguenti spingeranno il Governo a spostare risorse dalle politiche passive (quasi un miliardo di aumento dello stanziamento nella legge di stabilità 2014), a quelle attive – scrive nella sua sezione del libro il Senatore Pietro Ichino Membro 11 Comm. Perm. Lavoro, Previdenza Sociale – e sarà il segno che sui servizi al mercato del lavoro in Italia si è aperto davvero un nuovo capitolo”. Il “Piano di attuazione italiano della Garanzia per i Giovani”, redatto sulla base della Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea, indica le principali azioni che si intendono realizzare, con particolare riferimento a quelle rivolte direttamente al beneficiario finale e a quelle di Sistema. Si affida un ruolo cruciale alle Regioni, la cui autonomia implementativa viene canalizzata all’interno di un perimetro condiviso a livello nazionale (PON: Piano Operativo Nazionale).

Per approfondire: Ministero del Lavoro
 

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