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Ente Nazionale per il Microcredito, per favorire l`accesso al credito

Il microcredito è uno strumento finanziario che ha lo scopo di rispondere alle esigenze di inclusione finanziaria di coloro che presentano difficoltà di accesso al credito tradizionale. Non si tratta semplicemente di un prestito di piccolo importo, ma di un’offerta integrata di servizi finanziari e non finanziari. Ciò che contraddistingue il microcredito dal credito ordinario è l’attenzione alla persona, che si manifesta con l’accoglienza, l’ascolto e il sostegno ai beneficiari dalla fase pre-erogazione a quella post-erogazione, nonché la particolare attenzione alla validità e sostenibilità del progetto. 

Il microcredito è rivolto non solo ai soggetti vulnerabili dal punto di vista sociale ed economico (il cosiddetto “microcredito sociale”) ma anche a coloro, in particolare giovani, donne, disoccupati, immigrati, ecc., che intendono avviare o potenziare un’attività di microimpresa o di lavoro autonomo e che hanno difficoltà di accesso al credito bancario (il cosiddetto “microcredito imprenditoriale”). 

Nell’ultimo anno, grazie agli accordi che l’Ente ha stipulato con le banche, è stato possibile mobilitare circa 170 milioni di risorse bancarie finalizzate a garantire il finanziamento di circa 10.000 iniziative di microcredito imprenditoriale, che potranno generare nei prossimi anni la creazione di circa 20.000 nuovi posti di lavoro

Chi può ottenere il finanziamento?

-Lavoratori autonomi (professionisti iscritti o non iscritti agli ordini) o imprese individuali, titolari di partita IVA da non più di 5 anni e con massimo cinque dipendenti;

-Società di persone, s.r.l. semplificate, società cooperative titolari di partita IVA da non più di 5 anni e con massimo dieci dipendenti.

Come funziona?

Il primo step è quello di recarti in una delle banche convenzionate con l'Ente Nazionale per il Microcredito e presentare la richiesta. 
Successivamente un tutor di microcredito assisterà il richiedente, aiutandolo innanzitutto a capire se l'idea imprenditoriale sia realizzabile. Successivamente lo stesso tutor continuerà ad essere il punto di riferimento per eventuali problemi.

Come si può utilizzare il finanziamento?

-Acquisto di beni o servizi direttamente connessi all’attività svolta (compreso il pagamento dei canoni di leasing, il micro leasing finanziario e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative);

-Retribuzioni di nuovi dipendenti o soci lavoratori;

-Sostenimento dei costi per corsi di formazione aziendale.

 

Per informazioni

http://www.microcredito.gov.it/

06 45541300

e-mail: info@microcredito.gov.it

 

La storia e la Mission dell'Ente Nazionale per il Microcredito


L'Ente Nazionale per il Microcredito ha come obiettivo quello di  promuovere  lo  sviluppo  della microimprenditoria e del lavoro autonomo, nonché l’inclusione sociale e finanziaria delle persone maggiormente svantaggiate. A tal fine, sviluppa iniziative volte a favorire l’accesso al credito attraverso gli strumenti della microfinanza, la formazione, il tutoraggio, la ricerca, la diffusione di buone pratiche.

L’attività dell’Ente è caratterizzata da una visione etica: il microcredito non è vista come una forma di “assistenzialismo”, ma come un vero e proprio prestito finalizzato allo sviluppo di progetti imprenditoriali o alla realizzazione di progetti mirati al miglioramento delle condizioni di vita personali o familiari delle fasce deboli della popolazione.  Nella visione dell’Ente, il microcredito deve sostenere sia quelle attività imprenditoriali che producono sul territorio un beneficio sociale e economico, sia quelle che si muovono in vista di uno sviluppo umanamente ed ecologicamente sostenibile, ad esempio nel settore non-profit, nella cooperazione sociale ed internazionale, nelle attività culturali e artistiche, nell’agricoltura biologica, ecc.

L’Ente  discende  direttamente  dal Comitato Nazionale Italiano per il Microcredito, nato nel 2005 per dare attuazione alle risoluzioni ONU 53/197 e 58/221, attraverso le quali il 2005 è stato proclamato “Anno internazionale per il Microcredito” e gli Stati membri sono stati invitati a costituire Comitati Nazionali al fine di conseguire gli Obiettivi del Millennio.
Queste  decisioni  dell’ONU  hanno  rappresentato  un  importante messaggio di solidarietà umana ed internazionale che l’Italia ha prontamente accolto costituendo, per prima, il Comitato Nazionale Italiano per il Microcredito, successivamente trasformato in Comitato Permanente ed infine in Ente Pubblico.

L’Ente Nazionale per il Microcredito sviluppa progetti di microcredito e microfinanza, anche a valere sui fondi europei, nazionali e regionali, con tutti i soggetti – profit o non-profit, pubblici o privati – impegnati nello  sviluppo  di  programmi  di  microcredito  a  favore  di microimprenditori o di soggetti svantaggiati: istituzioni comunitarie ed internazionali, pubbliche amministrazioni nazionali centrali, regionali e  locali,  banche,  confidi,  intermediari  finanziari  ed  operatori  di microcredito, enti del terzo settore, università, camere di commercio, associazioni, fondazioni, ecc.

La strategia dell’Ente si articola su tre aree d’intervento:
A.  Area creditizia: progettazione di interventi microfinanziari mirati al rafforzamento delle capacità della pubblica amministrazione, al potenziamento dell’azione di sistema e al monitoraggio delle iniziative pubbliche e private del microcredito;
B.  Area tecnica: iniziative di formazione, ricerca e assistenza volte a sostenere programmi di microcredito e microfinanza;
C.  Area promozionale: promozione legislativa,  creazione di  reti, diffusione della cultura microfinanziaria, educazione finanziaria.

L’Ente stipula accordi con le banche che assicurano l’accesso delle microimprese e dei professionisti al Fondo di garanzia per le PMI grazie ad una corretta erogazione dei servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio. 

Oggi, con questa progettualità, l’Ente ha realizzato un modello di accesso al microcredito efficace dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Un modello che può rappresentare la chiave di accesso al microcredito per tutti gli istituti finanziari che guardano ancora a questo strumento con diffidenza.

Il modello è basato sul pieno coinvolgimento del sistema bancario grazie, da un lato, al ricorso allo strumento della garanzia pubblica e, dall’altro, ad un corretto utilizzo dei servizi ausiliari erogati dall’Ente attraverso un tutor di microcredito.

L’erogazione dei servizi ausiliari e l’accesso alla garanzia pubblica favoriscono non solo lo startup d’impresa ma anche il suo sviluppo e la sua sopravvivenza nel tempo. L’Ente infatti, grazie ad un contatto diretto con il beneficiario, sopperisce alla carenza di strutture idonee ad erogare i servizi aggiuntivi, con un abbattimento dei costi che altrimenti le banche non sarebbero in grado di sostenere.

In questo modo, anche le banche possono rafforzare gli strumenti di dialogo e di supporto con la propria clientela al fine di contribuire concretamente allo sviluppo delle realtà locali.

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