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Ecco tutti i tagli del piano Cottarelli

La spending review, consegnata al premier Matteo Renzi dal Commissario alla revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli, agirebbe su cinque punti, secondo quanto riportato dal quotidiano Tempo di Roma:
 
-2,2 miliardi vengono recuperati dall’efficientamento diretto (800 milioni da iniziative su beni e servizi, 200 dalla pubblicazione telematica degli appalti pubblici, 100 da consulenze e auto blu, 500 dagli stipendi dei dirigenti della pa, 100 da corsi di formazione, 100 dall’illuminazione pubblica, 400 da proposte varie); 
-200 milioni da riorganizzazioni (riforma province e spese enti pubblici); 
-400 da costi della politica (Comuni, Regioni e finanziamento ai partiti); 
-2 miliardi da trasferimenti a imprese e famiglie (un miliardo dai fondi statali alle aziende soprattutto autotrasporto, 400 milioni da quelli regionali, 200 da microstanziamenti, 100 dal trasporto pubblico locale e 300 da quello ferroviario) 
-2,2 miliardi da spese settoriali (1,4 da pensioni, 300 milioni dalla sanità, 100 dalla difesa, 200 dall’allineamento della contribuzione delle donne, 200 da revisione delle pensioni di guerra).
 
Tra gli aspetti maggiormente al centro del dibattito, vi è il taglio del Pubblico impiego: entro il 2016 dovrebbe avvenire l’esubero di 85mila dipendenti, una misura che potrebbe generare un risparmio per le casse statali di 3 miliardi. In tale contesto Cottarelli,  punta il dito anche sul turnover, cioè il meccanismo che in situazioni normali fa scattare un'assunzione per ogni dipendente che va in pensione. Attualmente, è in vigore un blocco per l’80 per cento: ogni dieci pensionati, due nuovi assunti. Quello che si propone è il blocco completo. 
Altro punto molto delicato è rappresentato dalle pensioni, che vedrebbero una stretta sugli assegni di accompagnamento e contro gli abusi delle invalidità, l’innalzamento dell'età contributiva delle donne, passando da 41 a 42 anni, senza vincolo di età anagrafica. in modo da parificarla a quella degli uomini: tale provvedimento, porterebbe 1,7 miliardi in tre anni. Tra le ipotesi in campo anche un nuovo blocco dell'indicizzazione degli assegni previdenziali dal 2015, una stretta sulle pensioni di guerra e su quelle di reversibilità.
Il Piano di tagli complessivamente potrebbe generare 7 miliardi di risparmi “lordi massimi” l’anno. Anche se lo stesso Cottarelli ha già precisato che entrando in vigore in corso d’anno il Piano potrà generare nel 2014 non più di 3 miliardi di euro.

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