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Disoccupazione giovanile: sale al 42,3%

La disoccupazione continua ad essere il nodo cruciale dell’economia italiana: secondo i dati Istat di febbraio, il tasso di disoccupazione, si è attestato al 13%, con un numero di disoccupati che ha raggiunto i 3 milioni 307mila ogni giorno ci sono mille occupati in meno. Dati simili non erano mai stati rilevati dal 1977 e rispetto ai dati di gennaio i disoccupati sono 8mila in più.
Su base annua, il loro numero è cresciuto di 272mila unità.
Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione giovanile, che coinvolge la fascia tra i 15 e i 24 anni, è pari al 42,3%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali su gennaio, ma in aumento di 3,6 punti percentuali su base annua. I ragazzi in cerca di lavoro sono 678mila.
In tale scenario si inserisce la questione sempre accesa sulla riforma dei contratti, specie da parte dei sindacati e si riapre il dibattito sulle cosiddette false partite Iva,ossia ossia lavoratori che figurano come consulenti esterni e che invece svolgono in tutto e per tutto una mansione subordinata. In tal senso saranno intensificati i controlli nelle aziende, anche attraverso la creazione di un gruppo ad hoc presso il ministero del Lavoro, secondo quanto sottolineato dal responsabile del dicastero Giuliano Poletti che aggiunge “Il ricorso a contratti di collaborazione a progetto o a partite Iva, è legittimo quando sia giustificato da ragioni oggettive legate alle esigenze produttive ed organizzative delle aziende che vi ricorrono; non lo è quando viene fatto per mascherare un rapporto di lavoro subordinato e per evitare possibili contenziosi, sfuggendo agli obblighi previdenziali ed assistenziali verso il lavoratore che viene così a trovarsi in condizioni di precarietà, con scarse tutele e pressoché inesistenti prospettive di stabilizzazione”. Inoltre il ministero del Lavoro ribadisce che nel 2013 vi sono stati ottimi risultati con la "riqualificazione" di 19.000 posizioni lavorative attivate con contratti di collaborazione a progetto e partite IVA, delle quali 15.495 nel settore dei servizi, 1.629 in quello industriale, 1.099 nell'edilizia e 165 in agricoltura.
 

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