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Dai social alla tv, così il cibo moltiplica il suo business

 Dai social alla tv, così il cibo moltiplica il suo business

Il cibo da sempre, rappresenta una delle eccellenze del made in Italy, pesando circa l’11% del Pil nostrano. Nonostante la crisi economica che, a partire dal 2008 ha colpito l’intero sistema economico, lo spreco è ancora un grande problema come emerge dai dati dello studio “Abitudini alimentari in Europa: acquisto e spreco di cibi freschi”: circa il 58% degli europei tenderebbe a sprecare gli alimenti che acquista.
La ricerca, commissionata da Panasonic, condotta su un campione di 5.000 soggetti provenienti da 5 diversi Paesi europei, vede al primo posto in classifica i tedeschi che si rivelano i più “spreconi” al contrario degli spagnoli; gli italiani, invece, si mostrano conformi alla media europea con il 58% che spreca almeno una volta a settimana. Tutto ciò ha diverse implicazioni sia sul piano ambientale ma anche economico. Oggi il valore dello spreco è pari a 15 miliardi di euro all'anno, e 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono perse e sprecate ogni anno nel mondo. Tale ritratto emerge dai dati Waste Watchers, l'osservatorio nazionale sullo spreco promosso nell'ambito dell'Alma mater studiorium, Università di Bologna, con Last Minute Market: il 60% degli italiani getta il cibo almeno una volta alla settimana, e il 48% lo butta nella spazzatura. Le cause di tale spreco ci vengono illustrate Andrea Segrè, agroeconomista, ideatore e cofondatoredi Waste Watchers.


 

A tale spreco però fa seguito una grande contraddizione: nel 2013, circa 842 milioni di persone – circa una su otto nel mondo – soffrono cronicamente la fame e non dispongono di cibo sufficiente per condurre una vita attiva. La regione più colpita è l’Africa, dove una persona su quattro è sottoalimentata, seguita da alcuni paesi dell’Asia meridionale. La buona notizia è che le persone che soffrono la fame sono 173 milioni in meno rispetto al 1990, nonostante la popolazione mondiale sia nel frattempo passata da 5,5 a quasi 7 miliardi.

 

FOOD E MEDIA


Oggi i temi food e cucina hanno una presenza massiccia sui media: 70 programmi tv, che raggiungono mensilmente circa 35 milioni di persone, 25mila food blogger più di mille siti tematici e centodieci testate cartacee. Questi dati fanno parte della ricerca “FoodFWD” del centro media Mec del gruppo Wpp: tutto ciò fa comprendere come il cibo rappresenti, oggi più che mai, una delle industrie di traino, dove le economie vogliono accendere i loro riflettori.
In tale processo il consumatore, non poteva rimanere indenne, e così è cambiato anche il suo modo di rapportarsi al cibo: nel loro consumer journey si usano per la maggioranza il mondo televisivo e i motori di ricerca, seguito dai siti, le app e le video ricette delle aziende, per poi seguire con il passaparola o l’utilizzo di Instangram. Immancabile è il riferimento ad Oscar Farinetti, fondatore e proprietario di Eataly e Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, protagonisti di una puntata di “12 idee per la crescita”,due figure carismatiche che raccontano lo stato dell’enogastronomia e gli sviluppi possibili di un settore strategico per il rilancio dell’economia italiana.

 


I FOOD SHARE


I Food Share è una piattaforma on line di condivisione di cibo e permette di coniugare la richiesta di prodotti agroalimentari per scopi umanitari con il recupero e la messa a disposizione del cibo a partire dal comune cittadino fino alla grande e piccola distribuzione e alle aziende agricole che vorranno offrire il loro surplus a scopi solidali. Costruito da un gruppo di giovani siciliani, Elisabetta Di Benedetto, Francesco Perticone e il suo presidente Daniele Scivoli, il progetto vuole replicare il successo dell'omonimo portale tedesco.

 


Il sistema è un valido supporto di mediazione e condivisione di prodotti agroalimentari a vocazione territoriale, il surplus prodotto, acquistato o invenduto di ogni territorio può essere utilizzato a fini solidali, avviando e sostenendo politiche di sostenibilità ambientale e valorizzazione di beni alimentari altrimenti destinate al rifiuto urbano. Per poter donare o beneficiare delle ceste messe a disposizione nel sistema I Food Share è necessario registrarsi dall’apposita area.
Ifoodshare.org permette a donatori e beneficiari di mettersi in contatto attraverso un sistema di messaggistica interna e concordare le modalità di consegna/ritiro.


Il sito: http://www.ifoodshare.org/

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