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Come influisce l`Erasmus sulla disoccupazione

 Come influisce l`Erasmus sulla disoccupazione

 

Nel 1987, per opera della Comunità Europea, nasce il programma Erasmus. La rivoluzione di questo progetto consiste nella possibilità, per ogni studente universitario europeo, di poter effettuare, in un qualsiasi ateneo straniero, un periodo di studio legalmente riconosciuto dalla propria università.

A distanza di 27 anni, una relazione della Commissione Europea sull’impatto dell’ Erasmus ai fini lavorativi, ha certificato per i giovani in itinere un tasso di disoccupazione del 23%, che è  esattamente la metà rispetto ai loro coetanei che si sono formati in toto nel nostro paese.

Anche le relazioni sociali hanno beneficiato della possibilità data dall’Erasmus di entrare in contatto con persone e culture diverse. Secondo il sopracitato studio della CE, si calcola che dal 1987 ad oggi siano nati circa un milione di bambini figli di coppie Erasmus.

In linea con il grande impatto lavorativo e sociale di questo fortunato progetto, che dal 1987 ha permesso a quasi 3 milioni di studenti di formarsi all’estero, la Comunità Europea ha recentemente stanziato 16 miliardi di euro attraverso il programma Erasmus plus. Un fondo a sostegno di istruzione, formazione, gioventù e sport in tutti i paesi dell’ Unione Europea per il periodo 2014 - 2020.

Complessivamente si prevede che oltre 4 milioni di persone possano beneficiare del fondo, raddoppiando l’attuale numero dei destinatari di questo genere di iniziative.

Questo imponente afflusso di denaro permetterà a due milioni di studenti e 300 mila di docenti, di partire per un’esperienza all’estero. In un periodo di recessione globale, che se non proprio tale quantomeno interessa un gran numero di paesi, trovare fondi per lo studio e l’integrazione culturale è senz’altro un buon viatico per tentare di uscire dalla crisi.

 

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