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Celiachia e contributi regionali: ecco l`indagine di Federconsumatori

 Celiachia e contributi regionali: ecco l`indagine di Federconsumatori
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Le regioni erogano dei contributi economici ai pazienti celiaci, nella maggior parte dei casi sotto forma di buoni. Dalla I Indagine Federconsumatori sulla celiachia in Italia (vedi allegato), è emerso un quadro fortemente sfaccettato e disomogeneo, anche perché la normativa nazionale in materia lascia alle amministrazioni locali un ampio margine di discrezionalità: ogni regione adotta non solo importi differenti ma anche diverse modalità di erogazione e distinte condizioni di spendibilità delle somme (in farmacie, supermercati e negozi specializzati).

A ciò si aggiunge la consistente differenza tra i prezzi dei prodotti senza glutine venduti al supermercato e quelli in vendita presso farmacie e negozi specializzati: acquistare questi alimenti nei punti vendita della grande distribuzione può essere molto conveniente ma solo in alcune regioni è possibile spendere il contributo in supermercati e ipermercati. Molte regioni, inoltre, erogano importi diversi per uomini e donne.

La tematica torna d'interese in questi giorni che si sta svolgendo la Settimana Nazionale della Celiachia, iniziativa volta ad informare e sensibilizzare l’opinione pubblica in merito ad una patologia che interessa milioni di persone in tutto il mondo. La celiachia è infatti la più frequente intolleranza alimentare a livello globale, con un’incidenza media pari circa all’1% e attualmente in Italia le persone affette da celiachia sono 172.197 e si stima che almeno altre 400mila siano in attesa di diagnosi. L’unica cura al momento esistente è rappresentata dalla dieta senza glutine, pertanto la celiachia pone delle problematiche non solo relative alla salute dei soggetti interessati ma anche di ordine sociale ed economico.
 


La Settimana Nazionale della Celiachia offre l’occasione, seocndo Federconsumatori, per ribadire l’urgenza di una modifica della normativa vigente per ampliare la spendibilità dei buoni, per consentire un frazionamento della spesa in tempi ed esercizi commerciali diversi e soprattutto per rendere omogeneo il quadro della situazione a livello nazionale.
 
“Il quadro è decisamente troppo variegato e in molti casi le persone affette da questa patologia riscontrano molte difficoltà pratiche nell’utilizzo dei contributi regionali. E’ necessario e urgente apportare modifiche sostanziali alla normativa vigente, per migliorare in misura significativa la qualità della vita ai pazienti celiaci” – dichiara Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori. 

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