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Biennale Innovazione 2016. Isola di San Servolo, Venezia 15 -16 luglio 2016

 Biennale Innovazione 2016. Isola di San Servolo, Venezia 15 -16 luglio 2016

Al via la seconda edizione della Biennale Innovazione, ideata, progettata e realizzata dall’Università Ca’ Foscari Venezia co-organizzatore insieme a Intesa Sanpaolo e dalla Società San Servolo Servizi Metropolitani di Venezia.

I due giorni costituiscono un importante appuntamento, collegato alla Biennale di Venezia, per conoscere e capire la potenza dell’innovazione nell’impresa, con la presenza di esperti e imprenditori, che discuteranno sugli impatti degli emergenti trend tecnologici e socio-culturali e sui modelli di business delle imprese italiane. 

Tra i relatori presenti anche Antonio Campo dall'Orto, Direttore Generale RAI, che, intervenendo nella tavola rotonda, prevista dalle ore 15.00 del 16 luglio, parlerà di come l’IoT stia spingendo i livelli della produttività fino al punto in cui il costo marginale di numerosi beni e servizi sarà quasi azzerato. In tal senso, sta nascendo un’economia ibrida, orientata in parte al mercato capitalistico e in parte al common collaborativo. Chiunque può fare impresa senza avere una fabbrica: i nuovi assi del potere saranno infatti governati dalla democratizzazione della produzione.

Il programma

Venerdì 15 luglio

17.00 Accoglienza dei partecipanti, saluti del Presidente di San Servolo Servizi Metropolitani di Venezia

 

17.30 APERTURA DEI LAVORI

Stefano Campostrini, Professore di Statistica Sociale, Ca’ Foscari Venezia

 

17.45 I CAMBIAMENTI TECNOLOGICI E SOCIO-CULTURALI

Michele Bugliesi, Magnifico Rettore Ca’ Foscari Venezia

Maurizio MontagneseChief Innovation Officer Intesa Sanpaolo
 


18.00 ARTE, ARCHITETTURA E INNOVAZIONE

Michele De Lucchi, Architetto e Designer

Michele Coppola, Responsabile Attività Culturali Intesa Sanpaolo
 


18.30 LA VISIONE DELLE IMPRESE SIGNIFICANTI

Carlo Bagnoli, Professore di Innovazione Strategica Ca’ Foscari Venezia.

Il gusto per l’impresa nel senso della missione impossibile, ma anche del laboratorio in cui creare opere uniche e universali è ciò che ci ha salvato in molti frangenti della nostra storia. Oggi, per sostenere un territorio impegnato in una sfida epocale, le imprese italiane devono guidare assieme un nuovo rinascimento: l’impresa comune di mettere a frutto un patrimonio civile, culturale e artigianale unico al mondo.

 

19.00 LA MISSIONE DELLE IMPRESE SIGNIFICANTI 

conduce la discussione Carlo Alberto Pratesi : Professore di Gestione delle Imprese : Roma Tre

-FOCUS : L’accelerazione esponenziale
David Orban : Ambassador Singularity University Italy.

L’accelerazione delle tecnologie esponenziali porta un deciso vantaggio verso le organizzazioni che sono in grado di cavalcarle e che sono decentralizzate. I sistemi autonomi complessi che costruiamo devono essere dotati di una capacità di decisioni etiche che possono essere basate solo su una solida scienza della moralità. La convivenza empatica tra persone e macchine è la base di una civiltà inclusiva, resiliente e che offre dignità a tutti.

-CREDENZE : La proposta italiana
Francesco Morace : Future Concept Lab.

Non si può più affrontare il cambiamento del contesto attraverso una “risposta” veloce. Occorre una “proposta” tempestiva che affondi nella capacità tutta italiana di cogliere le opportunità, offrendo il prodotto giusto, al momento giusto, nel luogo giusto, magari dopo averci pensato a lungo.

-VALORI : L’umanesimo digitale
Marco Minghetti, Partner Openknowledge Humanistic Management.

La rivoluzione digitale, causa prima dell’accelerazione, porta a mettere in discussione tutti i modelli di business, ma non può mettere in discussione la centralità della persona e dei legami tra le persone per il perseguimento di una prosperità equa e diffusa. La tecnologia è sempre un mezzo e non il fine.

-SCOPO : La trasformazione culturale
Andrea Illy : Presidente Illycaffè spa.

Per sfuggire alla commoditizzazione che caratterizza i mercati di massa, occorre passare dal produrre e distribuire beni e/o servizi, al guidare esperienze trasformative. In questo nuovo mercato, la materia prima da trasformare è la persona (fisica e giuridica), portandola verso l’autorealizzazione.

Intermezzo : sabato 16 luglio

 

09.00 STRATEGIA 1 : LA DISTRIBUZIONE : IL PARADIGMA DEL RICONOSCIMENTO
conduce la discussione Benedetta Arese Lucini : CEO Oval Money. 

-La sharing economy come paradigma di (de)generazione.Cristiano Rigon : Presidente e AD Gnammo

I millenials tracciano il segno ai nativi digitali, creando un sistema differente dal capitalismo, dove se stessi esistono e hanno valore nel vivere qualcosa prima che nel possederlo. È l’economia collaborativa: l’espressione di un utilizzo nuovo della rete. Come si può inventare un market place che generi valore, esserne pionieri e leader?

-L’open innovation come paradigma di (co)generazione. Aristide Ngantcha : Managing Director Altran Italia per la Divisione EILIS

L’internazionalizzazione fa sì che la conoscenza detenuta anche dal più grande centro di ricerca sia irrilevante rispetto alla totalità delle conoscenze disponibili. La open innovation è ormai l’unico percorso possibile da seguire, per localizzare “pezzi” rilevanti di conoscenza verso un autentico paradigma della (co)generazione di valore.

-La benefit corporation come paradigma di (ri)generazione. Eric Ezechieli : Nativa Evolution Officer

La visione della benefit corporation (B Corp) è innescare una competizione positiva tra tutte le aziende, misurate e valutate secondo uno stesso metro: il vero Beneficio prodotto per la società e la biosfera e non solo gli utili per gli azionisti. Le B Corp sono una soluzione concreta e scalabile che crea valore per l’intera società, nata per diffondere un paradigma più evoluto di business.




10.15 STRATEGIA 2 : LO SCAMBIO : LA PIATTAFORMA PER IL CAMBIAMENTO
conduce la discussione Roberta Cocco : Direttore CSR & National Development Microsoft Europa

-Lo sviluppo di imprese antifragili per reagire ai cambiamenti. Michele Parisatto : Managing Partner, KPMG Advisory
Le imprese antifragili sono in grado di cogliere le opzioni strategiche che permettono di amplificare gli impatti positivi derivanti da discontinuitа sempre più frequenti e imprevedibili. Quali strategie adottare per diventare più competitivi e crescere in fasi, come quella attuale, in cui il cambiamento continuo è il nuovo paradigma?

-Lo sviluppo di (re)start up innovative per generare cambiamenti. David Bevilacqua : Presidente Yoroi

Lo sfruttamento dei trend tecnologici e socio-economici emergenti deve avvenire attraverso la creazione di spin off aziendali sviluppati in continuità con l’impresa consolidata. Questo permette di (pro)gettare e quindi testare sul mercato un innovativo modello di business senza compromettere il funzionamento di quello esistente.

-Lo sviluppo di ecosistemi di business per accelerare i cambiamenti. Alessandro Canzian : Direttore Marketing Vodafone Italia

L’impresa significante deve creare ecosistemi di business: reti aperte di imprese eterogenee fondate su piattaforme digitali e/o organizzative, che dalla loro interazione continuativa creano valore, sviluppando e presidiando - attraverso la “coopetizione” - nuovi mercati, significati, prodotti, modelli di business, modelli organizzativi e tecnologie.

11.15 Coffee Networking & Brainstorming
Tavolo: Gli impatti della distribuzione e dello scambio sull’architettura del business model
 

13.45 STRATEGIA 3 : IL CONSUMO : IL CONTESTO DELLA CRESCITA
conduce la discussione Monica Fabris : Presidente Episteme

-Il Beauty to Business to Consumer (B2B2C) come “contesto di (valorizz)azione”. Luca Schieppati : Designer Cyclotte

Oggigiorno un progettista deve cercare di perfezionare qualcosa che già esiste e che magari non soddisfa completamente, per migliorarne forma, funzionalità e significato. Non si realizzano prodotti stagionali. Si realizzano prodotti che ci accompagnano per tutta la vita. Ecco come la ricerca del bello e del ben fatto diventa sinonimo di successo.


-Il Business to Business to Consumer (B2B2C) come “contesto di (re)azione”. Enrico Loccioni : Presidente Loccioni Group

Anche un’impresa B2B può essere un’impresa della conoscenza, che sviluppa progetti e innovazione attraverso la relazione tra le persone. Le soluzioni tecnologiche per la misura e il controllo qualità, diventano occasione per catalizzare i bisogni e le visioni di futuro di chi produce beni e di chi li usa; per creare ponti culturali e digitali tra processo produttivo e mercato/comunità.

-L’internazionalizzazione e l’innovazione come “contesto di (circol)azione”. Lucio Gomiero : MG di Hazelnut Business Company di Ferrero Trading Lux SA.

La necessità/opportunità di relazionarsi con nuovi, grandi mercati esteri - anche grazie alle tecnologie digitali - caratterizzati da regole, dimensioni e velocità sconosciute, obbliga le imprese a formarsi una cultura globale. Ciò comporta una revisione dei prodotti offerti e dei modelli di business e organizzativi adottati, stimolando l’innovazione sistemica e permettendo una maggiore internazionalizzazione.

14.45 Coffee Networking & Brainstorming

15.00 STRATEGIA 4 : LA PRODUZIONE : LA PRODUTTIVITÀ SMART
conduce la discussione Alessandra Poggiani : Direttrice Generale Venis SPA

-Industry 4.0 per una smart factory. Giuliano Busetto : CEO Industry Divisions Siemens Italy.

L’innovazione digitale nei processi dell’industria manifatturiera viene oggi identificata come la quarta rivoluzione industriale: big data e analytics, cloud computing, realtà aumentata, stampa 3D, robots, cyber security,IoT, simulazione e modelli digitali virtuali rappresentano le principali tecnologie caratterizzanti. Le macchine dialogheranno tra di loro e l’uomo, in un evoluto nuovo ruolo, rimarrà al centro del contesto produttivo e gestionale.

-L’internet of beautiful things and services per uno smart living. Agostino Santoni : AD Cisco Italia

L’internet of things and services pervade sempre più la vita quotidiana delle persone. Nel design delle soluzioni IoT ci si focalizza su utilità e semplicità, mettendo in secondo piano estetica e significato. Questo, nonostante la parola “design” derivi dal latino “de-signare”, ossia distinguere una cosa con un segno, darle un senso, attribuirle un significato.

-Dalla produzione di massa alla produzione delle masse per uno smart commons. Antonio Campo Dall’Orto,Direttore Generale RAI.

L’IoT sta spingendo i livelli della produttività fino al punto in cui il costo marginale di numerosi beni e servizi sarà quasi azzerato: sta nascendo un’economia ibrida, orientata in parte al mercato capitalistico e in parte al common collaborativo. Chiunque può fare impresa senza avere una fabbrica: i nuovi assi del potere saranno infatti governati dalla democratizzazione della produzione.

16.00 Ice Cream Networking & Brainstorming
Tavolo: Gli impatti del consumo e della produzione sull’architettura del business model

17.45 ECOSISTEMA STARTUP INTERNAZIONALI a cura di Dani Schaumann Global Country Advisor Intesa Sanpaolo

18.00 GLI IMPATTI SULL’ARCHITETTURA DEL BUSINESS MODEL
Sintetizzano i risultati dei Tavoli i Professori di Ca’ Foscari Venezia
-La distribuzione e il consumo: Andrea Pontiggia, Professore di organizzazione.

-Lo scambio e la produzione: Giorgio Bertinetti, Professore di finanza aziendale

18.20 DIBATTITO FINALE - SO WHAT
Conduce la discussione Filippo Astone Direttore Industria Italiana

Alberto Baban, Presidente PMI Confindustria

Andrea Guerra, AD Eataly

Marco Simoni, Consigliere economico Presidenza del Consiglio dei Ministri

18.50 CONCLUSIONI Stefano Barrese, Responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo
19.10 Conclusione dei lavori

 

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