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Bce: abbassa tutti i tassi, QE sale a 80 miliardi

Per rispondere ad un quadro macroeconomico dell'eurozona in  visibile peggioramento, il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha annunciato un pacchetto di misure di stimolo monetario, difendendo l'efficacia delle proprie azioni dalle critiche. Il consiglio direttivo della Bce "dopo avere esaminato le nuove proiezioni macroeconomiche, ha deciso di varare misure per perseguire l'obiettivo della stabilità dei prezzi, definendo un pacchetto che possa sfruttare le sinergie fra i diversi strumenti":

-taglio del tasso principale di rifinanziamento al minimo storico dello 0,0%,

-taglio del tasso sui depositi bancari da -0,30% a -0,40%.

-Il tasso sui prestiti marginali scende allo 0,25%

-passa da 60 ad 80 miliardi al mese l'acquisto di bond attraverso il Qe.

-anche i bond emessi dalle aziende non finanziarie potranno essere comprati dalla Bce attraverso il Qe, purchè abbiano rating a livelli di investimento.

- annuncio di una nuova serie di aste 'mirate' a lungo termine, le cosiddette TLTRO: i prestiti alle banche inizieranno a giugno 2016, avranno durata di quattro anni con lo stesso tasso di interesse applicato sui depositi (quindi al momento negarivo)

"Abbiamo mostrato che non ci mancano le munizioni-dice il presidente della Bce Mario Draghi-Le misure approvate a stragrande maggioranza fanno piena giustizia della nostra volontà di agire. Immaginate se non avessimo fatto niente, incrociando le braccia e dicendo 'nein zu allen', no a qualsiasi cosa.Oggi ci ritroveremmo con una disastrosa deflazione". Dal numero uno della Bce arriva anche un richiamo ai governi dll'eurozona:"L'applicazione delle raccomandazioni per i singoli paesi definite dalla Commissione Europea è rimasta piuttosto limitata nel 2015: nella maggior parte dei paesi dell'Eurozona bisogna pertanto accelerare gli sforzi per le riforme, mentre le politiche fiscali dovrebbero sostenere la ripresa pur continuando a rispettare le regole dell'Ue".

 

Ripercussioni sull'economia reale

Se nella finanza il taglio dei tassi produrrà un calo dei tassi di rendimento dei titoli di stato, risultano molto più positive le ripercussioni sull'economia reale. Secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo, a beneficiare dell'ampliamento del quantitative easing e del calo dei tassi di interesse sarà certamente il settore dei mutui: dal momento che famiglie e privati otterranno prestiti in misura maggiore e a tassi piu' convenienti.

Anche le imprese trarranno beneficio dalle nuove decisioni della Bce: l'ulteriore facilitazione dell'accesso al credito dovrebbe infatti dare una sferzata definitiva ai loro programmi di investimento, perché grazie alla possibilità di ottenere prestiti maggiori e con vincoli meno stringenti, anche le imprese dovrebbero quindi aumentare la loro capacità di spesa. Inoltre, attraverso un ulteriore indebolimento del cambio euro dollaro, conseguenza della politica monetaria ultraespansiva, le aziende dovrebbero trarre un significativo vantaggio dalle esportazioni.


 

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