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Alimentazione: in vigore le sanzioni per le etichette ingannevoli

Dal 9 maggio 2018, in base al decreto legislativo 23 del 15 dicembre 2017, entrano in vigore le sanzioni da 500 a 40mila euro per i produttori che riportano sulle etichette alimentari informazioni false, scorrette o incomplete. Ricordiamo che negli obblighi a carico dei produttori del settore rientrano il divieto di commercializzazione di prodotti non conformi alla normativa vigente, il divieto di riportare informazioni che possano trarre in inganno o indurre in errore il consumatore e la comunicazione delle informazioni relative agli alimenti non preimballati all’operatore che li riceve. Il produttore deve inoltre garantire le indicazioni obbligatorie sugli alimenti preimballati precedentemente alla vendita al consumatore finale (ad esempio la lista degli ingredienti, la tabella nutrizionale, l’indicazione degli allergeni, la data di scadenza ecc.).

In questo modo si dà attuazione ad una parte mancante del Regolamento Ue 1169/2011 sull’etichettatura alimentare e si offre una garanzia in più al consumatore. Meglio tardi che mai, visto che proprio i ritardi nell’applicazione della normativa comunitaria hanno dato vita ad una sorta di “zona grigia” in cui scarseggiano reali deterrenti ai comportamenti illeciti, scorretti e ingannevoli da parte dei produttori.

“Era ora che si iniziassero a colmare le lacune derivante dalla applicazione, al momento solo parziale, del Regolamento. L’entrata in vigore del decreto è sicuramente positiva ma non siamo ancora arrivati ad una tutela ottimale del consumatore in materia di etichettatura” – dichiara Emilio Viafora, Presidente di Federconsumatori.

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